Tra 10 anni viaggeremo nelle galassie con il motore ad antimateria

I tempi per arrivare su Alfa Centauri si riduderrebbero da 160mila a 40 anni. Due fisici hanno lanciato una campagna su Kickstarter per raccogliere fondi e testare la loro idea

Uno dei più grandi limiti dell’esplorazione interstellare sono le distanze abissali che ci separano dalla galassia più vicina: più o meno, un’astronave di adesso ci metterebbe all’incirca 160mila anni per arrivare su Alfa Centauri, il sistema solare più vicino al nostro. Secondo una teoria portata avanti da due fisici statunitensi, questo problema potrebbe essere risolto abbattendo i tempi e arrivando a destinazione in meno di 40 anni. Come? Utilizzando l’antimateria come carburante della nostra navicella spaziale. Come ha riportato Forbes, Gerald Jackson e Steven Howe stanno lavorando appunto ad un sistema di propulsione a base di antimateria che potrebbe diventare realtà nel corso di un decennio.

Tra 10 anni viaggeremo nelle galassie con il motore ad antimateria
Tra 10 anni viaggeremo nelle galassie con il motore ad antimateria

L’antimateria non è altro che il risultato di uno studio lungo decenni da parte della fisica quantistica basato sulla simmetria dell’universo: ad ogni particella di materia esistente deve corrispondere una antiparticella con la stessa massa ma di carica opposta, che possa bilanciare questo squilibrio.

Quando questi due elementi entrano in contatto tra loro si annichiliscono, sprigionando un’enorme mole di energia. I due fisici puntano proprio ad utilizzare questa spinta per portare la sonda spaziale a velocità impensabili. L’astronave sfrutterebbe la reazione tra le due particelle, incanalando l’energia verso un’enorme vela di carbonio e uranio: colpendo la superficie, l’anti-idrogeno scatenerebbe la fissione delle molecole di uranio innescando una velocità pari al 10% di quella della luce, che consentirebbe di raggiungere i confini estremi del nostro sistema solare in soli 10 anni. In questo modo per arrivare su Alfa Centauri dovrebbero volerci 17 grammi di anti-idrogeno: una quantità insignificante se non fosse che i costi per produrre antimateria sono fuori dalla portata di chiunque. All’incirca, un grammo di anti-idrogeno costa tra i 100 e i 200 miliardi di dollari, per cui finanziare una spedizione al di fuori della galassia rischia di essere uno sforzo troppo grande per qualsiasi paese. Un altro dei grandi limiti da superare è come intrappolare l’antimateria senza farla dissolvere in contatto con la materia: il record attuale è di appena 16 minuti e il più piccolo incidente avrebbe conseguenze catastrofiche, considerando che un grammo di particelle ha la potenza distruttiva pari a quella di una bomba atomica.

Tra 10 anni viaggeremo nelle galassie con il motore ad antimateria
Tra 10 anni viaggeremo nelle galassie con il motore ad antimateria

Anche per questo motivo l’idea non ebbe successo nel 2003, quando fu proposta la prima volta e non venne sviluppata per mancanza di fondi. Proprio per questo oggi Jackson e Howe hanno deciso di lanciare una campagna su Kickstarter – disponibile a breve – per cercare di raccogliere 200mila dollari da spendere per la realizzazione del primo prototipo di navicella e per poter testare se la loro idea possa stare in piedi. «Il crowdfunding è fondamentale per poter dimostrare ai grandi finanziatori internazionali che la nostra idea funziona in modo tale da poter passare finalmente alla parte operativa del progetto» spiegano i due a Forbes.