ABBIAMO TUTTI L’ANIMA? a cura di Lucio Tarzariol

ABBIAMO TUTTI L’ANIMA? a cura di Lucio Tarzariol

Alien races: https://www.youtube.com/channel/UCSaZQZpz82vvtTOLsVpMXYA

Testo tratto dal libro: La Spiritualità Egizia di Lucio Tarzariol:  https://www.lafeltrinelli.it/ebook/lucio-tarzariol/spiritualita-egizia/9788834179529?awaid=9507&gclid=Cj0KCQjw1qL6BRCmARIsADV9Jtbz8-FZAHDTplUfzNMTYsujH0KOODUOPX3P5nMWqL0L6

ALIENI, ABDUCTION, addotti E TRACCE NEI RITI SEGRETI DEGLI EGIZi. Le energie animiche nei segreti di Dendera.

Nel rituale dell’apertura della bocca nella scena 71, il dio Thot annuncia a Ra che ha modellato la statua del re e gli ha dato il soffio della vita, gli ha aperto la bocca affinché possa divenire un akh, eccellente e il suo nome possa durare nell’eternità: ”Egli proteggerà le membra di colui che gli verserà l’acqua. Egli avrà potere sul pane, potere sulla birra. Egli uscirà come Bà vivente, egli compirà le sue trasformazioni secondo il suo volere, in ciascuno dei luoghi ove è il suo kà”.

A me sembra che questo rituale sia stato esercitato, non su una statua, ma su un “simulacro” che è la creazione ibrida della copia del faraone, o comunque una copia del corpo fisico che avveniva con le stesse dinamiche in cui oggi avvengono le abduction nel intento di ricercare un’”immortalità” da parte, per l’appunto di esseri alieni che pare non posseggano un’anima come quella di alcuni umani.

Un atroce dubbio, mi paventa in testa, che il rituale servisse in definitiva si a evolvere l’uomo ma per scopi diversi di quelli che a primo acchito possono sembrare, infatti l’evoluzione umana potrebbe essere voluta solo per creare un “parco anime” stabile, con cui sperimentare nell’intento di cercare l’immortalità da parte di alcune altre specie aliene che ovviamente potrebbero trovare conflitto con altre specie aliene che invece vorrebbero l’umanità libera o altrimenti da altro soggiogata. Infatti sembra che il caduceo rappresenti lo stesso rito che veniva attuato originariamente nella grande Piramide. Infatti, l’uccello, “la Fenice”, il “Ba”, in altre parole l’Anima raffigurata sopra il caduceo era raffigurata anche nelle pietre di coronamento delle piramidi; ed il bastone centrale del caduceo con i serpenti attorcigliati che si affrontano, potrebbe rappresentare la lotta dell’Anima dell’umano con il “Serpente”, ciò che ancor oggi è rilevabile nelle abduction; per cui tenuto presente ciò e affianchiamo il concetto che abbiamo visto e approfondiremmo della MERKABA, appare chiaro il rito di iniziazione che vedeva l’uomo svuotarsi del suo “Ba”, l’Anima. Infatti se prendessimo alla lettera alcuni casi di abduction e li confrontassimo alla ritualità egizia, tenendo conto nello stesso tempo le caratteristiche costruttive della grande Piramide con il suo Zed e sarcofago di granito con le sue capacità piezoelettriche e di riflessione dell’energia a bassa frequenza come constatato da Maurizio Pincherle; ci appare la possibilità che le stanze della grande piramide possano essere state il laboratorio energetico dove l’anima veniva con qualche artifizio, che poi proveremmo ad indagare, estrapolata dal corpo del adepto posto all’interno del sarcofago nella “stanza del re” e convogliata nella stanza sotterranea dove veniva forzatamente costretta ad entrare nel noto “Serpente” ricordato anche nelle odierne abduction.

Ma non riuscendoci l’Anima veniva rimessa nell’adepto che in realtà, “sempre stando ai resoconti delle abduction”, era una copia dell’essere umano. Certo che sarebbe da brivido una cosa del genere, ma se vediamo le capacità riflessive del granito, l’architettura ermetica della piramide, le tracce della ritualità egizia giunte sino a Noi, il significato del caduceo e della Merkaba, un dubbio è ammesso, dato che come vedremmo gli studi sulle abduction odierne a questo sembrano portare. Alcuni studiosi di ipotetici “rapimenti alieni” sostengono che il quarto livello di abduction è il più profondo e ci parlano dell’anima, che sarebbe posseduta solo da alcuni esseri umani e sarebbe molto ambita dagli alieni, che invece ne sarebbero sprovvisti. Essi tenterebbero infatti con tutte le loro forze di rubarci l’anima, ma senza aver successo. Riporto qui  di seguito un dialogo tra l’ipnotizzatore e l’addotto sotto ipnosi:

addotto: -“sono una luce della luce però non si vede, sono una matrice di punti di luce”

ipnotizzatore: -“L’uomo ha l’anima?”

addotto: -“No, siamo noi l’anima”

ipnotizzatore: -“Tutti gli uomini hanno l’anima?”

addotto: “No, solo alcuni, gli altri sono gusci vuoti”.

Detto ciò mi sovviene che nel 1945, a Nag Hammadi nell’Alto Egitto, nei dintorni di Khenoboskhion vicino al monastero cristiano di Pacomio risalente al IV secolo, furono trovati interessanti rotoli in lingua copta, risalenti al II secolo, che contenevano i detti segreti di Gesù il Nazareno, vale a dire il misterioso Vangelo di San Tommaso, Filippo, Maria e altri scritti gnostici che rappresentano, forse, l’originaria tradizione essendo cristiana, in quanto concepiscono gli uomini, gli angeli ed il Padre; tre gradi di un’unica realtà divina dotata di proprie dinamiche. Tale scritto fu anch’esso una di quelle opere messe al bando dalla chiesa, ma già nel IV secolo d. C., e qualcuno chissà per quale motivo riuscì a salvarlo dalla distruzione nascondendolo, visto che il gnosticismo era la massima eresia per la Chiesa Cristiana del II e III sec d. C..

Tra gli scritti gnostici recuperati il noto “Vangelo delle tre nature” è uno dei più curiosi, vista la suddivisione che fa dell’umanità divisa, per l’appunto, in tre nature: Pneumatici da neuma cioè spirito, “sensibili per l’appunto allo spirito”, Psichici da psiche, cioè anima, “uomini di fede bisognosi di aiuto”, e Ilici da hile cioè materia, “senza sensibilità e legati per l’appunto alla materia”; che probabilmente, sono i nostri “gusci vuoti” ravvisati dagli addotti.

Abduction ricostruzione di Lucio Tarzariol.

Alcuni studiosi da queste parole hanno compreso che solo alcuni uomini possiedono l’anima e si chiedono cosa distingua un uomo dotato di anima da un “guscio vuoto”, così come lo definisce l’addotto. La risposta è “un campo elettromagnetico”, “ecco, la stanza energetica”, a cosa serviva il quarzo del granito con il suo potere piezoelettrico attivato dalle pesanti pietre calcaree esterne delle piramidi, ecco perché all’interno della “tomba del Visitatore” che pare essere la tomba del Dio Osiride, gli scopritori avvertirono una particolare energia magnetica repulsiva sulle pareti; questa forza forze costringeva l’anima in un dato luogo impedendo che uscisse.

L’anima, a detta di questi addotti, non si potrebbe fissare su qualsiasi persona ma solo a quelli che hanno un particolare DNA, la cui particolarità starebbe nel centro e dipenderebbe da un particolare enzima transferaseterminale, che pare sia una serie di proteine che prendono il nome di TrTs. Sono proteine che servono proprio, guarda caso, per attaccare molecole al DNA e staccarle. così viene riferito dall’addotto traendo il suo sapere dall’abduction. Questi ricercatori ci fanno sapere che gli “alieni serpentoni”, cercano il DNA degli addotti, che sono dotati di anima e vengono scelti proprio per questo motivo. In seguito modificano il loro DNA, prendono l’anima e cercano di metterla in un “serpentone”. Questo avviene in una stanza energetica in cui l’anima è inizialmente bloccata.

L’anima viene poi scaricata in una stanza dove c’è, per l’appunto; il “serpentone” e avviene una lotta tra l’anima e il serpente, che risultano essere incompatibili. Prova di tutto questo è il ricordo, negli addotti, di essere stati “serpenti” per un po’. L’anima poi, visto che non riesce a rimanere nel serpente, viene rimessa nell’essere umano, che in realtà, sarebbe solo una copia dell’uomo. Questo fatto mi ricorda la stele del re serpente, della tomba di re Djet ad Abydos (3.100 a.C.), che ricorda, per l’appunto, la suprema identificazione dell`uomo con il rettile.

Sempre questi ricercatori, ci dicono, che se gli alieni riuscissero a prendere l’anima avrebbero la vita eterna, concetto diversissimo, dall’immortalità; per la quale il semplice trasferimento di memoria da un corpo all’altro sarebbe già raggiunta.

Non è poi così assurdo pensare che questa ritualità si svolgesse anche all’interno della grande Piramide ufficialmente legata al faraone Cheope, il continuatore del culto di Amon, pare legato a un’arma potente azionata da una micidiale energia così come risulta da un’iscrizione incisa su di una parete del tempio di Dendera. In un tempo arcaico di oltre 10.000 anni fa, al tempo in cui gli dèi serpentiformi governavano l’Egitto. Si dice che l’energia chiamata “MRHN” si trasformava in luce intensa dopo essere stata “elaborata” in una stanza nella quale interagiva proprio con uno Zed.

Non è un caso che il nome Khufu in egiziano significa “detentore di un potere forte e sconosciuto” ed è strano constatare che, di questo faraone, non esista alcuna effigie o statua importante, infatti, l’unica testimonianza del suo regno, durato 23 anni, è rappresentata da una piccola statuetta alta pochi centimetri.

Qui vi svelerò il segreto delle “lampade di Dendera”, dal mio punto di vista. In rete trovate questa spiegazione in riferimento alle lampade di Dendera:”l’ingegnere svedese Henry Kjellson, nel suo libro “ForvunenTeknik”(tecnologia scomparsa) fece notare che nei geroglifici quei serpenti sono descritti come “seref”, che significa illuminare, e ritiene che si riferisca a qualche forma di corrente elettrica. Nella scena, all’estrema destra, appare una scatola sulla quale siede un’immagine del Dio egiziano AtumRa, che identifica la scatola quale fonte di energia. Attaccato alla scatola c’è un cavo intrecciato che l’ingegner Alfred D. Bielek identifica come una copia esatta delle illustrazioni odierne che rappresentano un fascio di fili elettrici. I cavi partono dalla scatola e corrono su tutto il pavimento,arrivando alle basi degli oggetti tubolari, ciascuno dei quali poggia su un sostegno chiamato “djed” (lo Zed) che Bielek identificò con un isolatore ad alto voltaggio. Ulteriori immagini trovate all’interno della cripta mostrano quelle che potrebbero essere altre applicazioni del congegno: sui bassorilievi si vedono uomini e donne assisi sotto i tubi, come in una postura per creare una modalità ricettiva. Che tipo di trattamento irradiante vi si stava svolgendo”?

A mio parere all’interno di quegli oggetti che sembrano bulbi di lampadine, vi è rappresentata “l’Energia Animica” che viene controllata dagli Dei (i biblici Nephilim, Elohim) qui rappresentati dalle figure giganti, ma, come potete notare dalle immagini, è prerogativa dell’uomo, in quanto solo l’AtumRa possiede per natura l’origine animica umana. Infatti i cavi intrecciati ci comunicano che quest’Energia deriva da “Atum Ra”, in altre parole dal “Sole Creatore” che qui è rappresentato come uomo sopra una sorta di “scatola”, con sopra il disco solare; mentre lo Zed che ufficialmente rappresenterebbe la “Colonna di Osiride”, a mio avviso qui rappresenta anche la materia, i quattro elementi, il corpo fisico umano che detiene in se la “Parte Animica”.

Le figure umane sotto sono dediche a servire gli Dei e ad amarsi rassegnati dell’loro stato di inferiorità creativa nonostante il possedimento della parte animica immortale. Per cui appare chiaro che sebbene l’Anima giunga dal “Creato” sono gli Dei che per il Dio, la controllano e la sperimentano, acquisendo le informazioni “esistenziali” anche dall’uomo; ed è ciò che accade nelle abduction, infatti, guarda caso, nelle rappresentazioni ritroviamo anche il noto “Serpentone” delle abduction, o se volete, il biblico “Diavolo separatore cacciato dal Paradiso a corrompere la razza umana”; la necessaria “parte duale”; in ogni caso un “Serpentone” proteso a tagliare questo “ciclo animico” di “Esistenza” (la figura rettile a destra con i coltelli in mano). Serpentone che nell’immagine sopra, per gradi di grandezza sta tra l’uomo e gli Dei stessi.

Notare anche la diversità delle sequenze dell’immagine ripetuta, che sembra comunicarci che dall’amore degli uomini (coppia umana sotto la prima figura a destra) si crei la prole, la continuità a servizio degli Dei (figura umana tesa a donare la conoscenza della sua vita agli Dei) pronta a sostenere “la nuova parte Animica”, la rinascita; in quanto il Dio Creatore attraverso i suoi Dei archetipi deve conoscere “Tutto”, anche ciò che è la Vita materiale vissuta dall’uomo; infatti nel secondo zed ci sono le braccia attaccate, per dirci che “viene ridata l’anima al Dio”.

Inoltre il primo serpente a destra guarda dietro, “origine”, mentre il serpente seguente, guarda avanti “evoluzione, rinascita”, quanto necessario all’esistenza dello stesso “Dio Creatore”, l’AtumRa”.Inoltre il serpente per gli egizi era simbolo di “Energia divina”, e cosa può esserlo se non l’Anima. Forse sono riuscito ad entrare nei segreti egizi più profondi? E come ci dice la già citata stele del Louvre C.232 che, a proposito, non potrebbe avere parole migliori di queste :

O voi tutti sacerdoti che penetrate nelle parole del dio e siete abili nelle scritture, voi che siete stati illuminati nella “Casa della Vita” e avete scoperto le vie degli dèi, voi che siete penetrati negli archivi della biblioteca, che siete abili nei lavori degli Antenati, che comprendete l’essenza di ciò che è scritto sui muri, voi che iscrivete le tombe e che interpretate i misteri…”.

Per cui quel “seref”, che pare significhi “illuminare”, a mio avviso significa: concepire la “Conoscenza delle vie degli Dèi”, fare acquisire all’uomo la semplice consapevolezza di questo ciclo vitale naturale; in un’unica parola “Trasformazione” che nel tempo è stata dimenticata e scemata nei segreti delle logge massoniche.

L’interpretazione che questi rilievi rappresentino delle lampade elettriche non tiene conto delle diverse figure: giganti, uomini e serpenti che non simboleggiano niente di tecnologico ma la realtà dei fatti, ben altra cosa, Come desume lo stesso dottor Bolko Stem che dettagliatamente spiega che niente si riferisce all’energia elettrica. Dendera era arcaicamente un luogo di cura e probabilmente si attuavano riti segreti dell’Incubatio come successivamente avvenivano nei templi greci chiamati Asclepion, quindi legati al sapere ermetico e alle odierne abduction cosa ben approfondita in questo e altri miei articoli.

Vi ricordo che nel Blue Planet Project, che è una serie di annotazioni provenienti da pseudo scienziati che pare abbiano lavorato a programmi top secret statunitensi e poi diffuso notizie segrete alla popolazione americana che secondo loro avevano il diritto di sapere la “realtà aliena” e i traguardi scientifici nascosti dal governo. Nella parte che tratta dei “Crop circles phenomena”, in altre parole, del fenomeno dei  misteriosi Cerchi del grano, si parla anche dell’esistenza del “multiverso”, cioè si conviene sull’esistenza di più dimensioni in altre differenti frequenze dalla nostra e che Noi non conosciamo trovandoci nella terza Dimensione.

Secondo questa prospettiva, esisterebbero viaggiatori dimensionali che vengono nella nostra dimensione, utilizzando un processo di accelerazione di particelle che gli permetterebbero di saltare tra le varie dimensioni. Questa possibilità è ben discussa tra gli studiosi di abduction che accennano a “bolle temporali” e fatti simili o analoghi, raccolti ed ottenuti dalle indagini sugli addotti. A tal proposito si parla di antichi circuiti di energia attiva, antichi edifici, cerchi di pietre e tumuli costruiti in corrispondenza di sorgenti e corsi d’acqua sotterranea, che, per l’appunto, sarebbero collegati con linee energetiche; questo creerebbe una sorta di campo elettromagnetico naturale creato dall’acqua, combinata con la presenza dei depositi sotterranei di quarzo. Inoltre, gli effetti gravitazionali lunari sull’acqua, la massa di terra e l’accumulo di una carica magnetica elettrica del quarzo produrrebbe una scarica energetica periodica ed in merito a ciò, si potrebbe sospettare che questa “Energia” fornisse le necessarie condizioni per altre civiltà site in altre dimensioni, la possibilità di poter iniziare a sperimentare con la nostra Dimensione, il nostro universo, o meglio il nostro Mondo creando “Portali dimensionali”.

A questo punto c’è da chiedersi se le costruzioni antiche costruite in granito e vicino alle fonti d’acqua, non fossero state opere concepite per tali fini, atte a realizzare energie necessarie agli alieni per giungere la nostra dimensione e creare questi contatti, che gli antichi abitanti della Terra credettero interventi “Divini”. Detto ciò è giusto ricordare che di tutto questo c’è ben poco di tangibile, ma appreso dalle mie osservazioni che la grande Piramide potrebbe essere stata uno di questi “portali”, utilizzata, anche per questo “rito di Trasformazione”, o meglio di asporto dell’anima; mi sovviene, che anche il caduceo di Ermete sembra rappresentare il DNA.

Infatti, dagli stessi addotti delle abduction, abbiamo la descrizione dell’Anima che si colloca sul centro della spirale del DNA e sappiamo dalla “letteratura fantascientifica di confine”, “guarda caso”, che il simbolo dei Pleidiani è sempre il caduceo ermetico che ci riporta ancora una volta agli egizi, infatti i serpenti attorcigliati, alla verga alata, all’asse centrale potrebbero rappresentare benissimo l’eterno affronto del “Serpentone” con “l’Anima volatile umana” rappresentata dall’asse centrale del caduceo; che è nello stesso tempo rappresentazione del DNA umano e simbolo dell’intelligenza che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la Conoscenza, acquisita con la “Trasformazione”.

Vi ricordo che il caduceo, è uno dei simboli archetipi più antichi, infatti, lo ritroviamo: nell’incisione sopra la coppa libatoria del re Mesopotamico Gudea (2000 a.c.), in una rappresentazione dipinta su un altare azteco, del xv sec. Addirittura in una miniatura del x secolo raffigurante Adamo ed Eva, nell’immagine di un serpente a due colori si attorciglia intorno al tronco di un albero; immagine da alcuni interpretata come rappresentazione della Kundalini che si innalza avvolgendosi lungo i sette chakras. Detto ciò se teniamo conto della reale scoperta della “tomba del Visitatore”, identificato in Osiride e che in realtà sarebbe solo un alieno di tipo “grigio”, o comunque un essere extraterrestre che secondo la leggenda proveniva dalle stelle; è chiaramente comprensibile perché i faraoni egizi avevano sui loro copricapi“il serpente cobra”, ancora una volta, “guarda caso”, secondo la “letteratura fantascientifica”, simbolo dei grigi.

Troppe coincidenze che portano, a quel sapere “Ermetico” della “Cosa Una”, la tavoletta di smeraldo che la leggenda vuole sia stata trovata sotto la Piramide e alla rivolta di Akhenaton, chiamato anche il faraone “alieno”, infatti, nota la sua rappresentazione con un teschio anomalo allungato e così furono rappresentati anche i suoi figli, il faraone dell’Egitto, passato alla storia come il faraone eretico che intorno al 1300 a.C. contrappose un culto monoteista a quello politeista che istaurando, per l’appunto, la “concezione ermetica”, istituì il culto del Dio Aton che probabilmente era il culto solare originario degli egizi, forze un culto di origine “aliena” che comunque sostituì il culto delle divinità precedenti, compreso Osiride, un “Grigio” che forze apparteneva alla schiera duale di Seth. Probabilmente Akhenaton era uno dei “seguaci di Horus”, per l’appunto figlio di “Atum”, parte di quell’elite semidivina, ibrida, creata dagli Dèi che “trasformata”, essendo più evoluta si distinse nella concezione ermetica del sapere degli stessi Déi che per loro vollero creare una vita naturale, idilliaca ed agreste.

Infatti, Horus fu ritenuto figlio di Atum o Ra quando faceva parte del culto solare, mentre quando risultava essere figlio di Iside, faceva parte al culto di Osiride; ciò fa pensare che Horus (come accade con Quetzalcoatl nell’America precolombiana che successivamente identificò il re sacerdote), fu probabilmente, anche un titolo regale attribuito al faraone, alcuni concordano sul fatto, che il faraone ancora in vita fosse “Horus”, mentre dopo la morte divenisse“Osiride” e così anche la sua figura di Horo; quindi una “trasformazione”. certo è che Egli, originariamente, veniva dal cielo, era un Hr pronunciato “Heru”, il dio del cielo, un alieno. Per cui questa “trasformazione” potrebbe anche essere interpretata diversamente. A mio parere, essendo queste storie tra mito e leggenda raccolgono mezze verità, per cui Probabilmente Horus era originariamente un faraone semidivino ibridato con gli Dèì che intervenendo geneticamente hanno lasciato un essere evoluto a gestire i compiti loro che fino ad allora erano solo prerogativa degli Dèi.

Infatti di sicuro il suo concepimento dalla dea Iside non è avvenuto dal suo rapporto sessuale con l’Osiride morto dotato di fallo di legno, come racconta il mito,che tenta di dare una giustificazione creativa di Horus di tipo “artificiale”, ma illogico, come del resto, lo è la stessa “ibridazione”, o “il trasferimento animico” che invece sono “artificialità” logica. Invece il mito che lo ritiene figlio di Aton il Sole trova la sua semplice spiegazione, a mio parere, che essendo Horus un essere semidivino che “iconograficamente”, come gli Dèi, poteva volare alto in cielo, come un falco, con il suo “Occhio” luminoso, in realtà un apparecchiatura volante che brillava in cielo come il Sole e ritenuto per analogia di “luminosità”, per l’appunto, suo figlio.

Quindi si potrebbe pensare, che ad un certo punto della “perenne contesa tra razze”; venne sostituita l’egemonia dei grigi di Osiride con quella degli semidei di Akhenaton, creati dai pleiadiani, cambiamento che portò al mutamento dei riti di “Trasformazione”. Vedete ora due schemi che evidenziano il rito arcaico che avveniva nella Piramide ed il significato del Caduceo ermetico rappresentati secondo le mie interpretazioni. Infatti, troviamo l’Anima volatile rappresentata dalla “Fenice” sia sul caduceo che sulle pietre di coronamento delle piramidi.

Alieno insettoide, nordico e rettiliano, ricostruzione di Lucio Tarzariol.

 

Sopra a sinistra una versione Occidentale del Caduceo e a destra una versione Orientale. Affianco curiosa visualizzazione CGI (computer generatedimagery-immagini generate al computer) delDNA Creato da Drew Berry, “biomedical animator” del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research di Melbourne, Australia.Notare “L’anima volatile” rappresentata dentro il che, a mio parere, rappresentala perenne lotta tra i “Serpentoni e l’anima umana. Il caduceo che per i greci rappresentava il dio greco Hermes (Mercurio per i romani, il “messaggero degli Dèi”), è uno dei simboli più antichi della storia dell’umanità, comune a molte civiltà; era un simbolo che veniva rappresentato sui monumenti egiziani costruiti, addirittura, ancora prima di Osiride. Dagli egizi, questo simbolo giunse poi ai greci che lo chiamavano il ‘bastone di Esculapio”, tra l’altro personaggio ritenuto l’ideatore delle stesse piramidi. Questo simbolo nella modernità è stato modificato per divenire l’attuale simbolo della medicina ufficiale. Detto ciò sono convinto che il caduceo rappresenti lo stesso rito che veniva attuato originariamente nella grande Piramide. Infatti, l’uccello, “la Fenice”, il “Ba”, in altre parole l’Anima raffigurata sopra il caduceo era raffigurata anche nelle pietre di coronamento delle piramidi; ed il bastone centrale del caduceo con i serpenti attorcigliati che si affrontano, rappresenta la lotta dell’Anima dell’umano con il “serpente”, ciò che ancor oggi è rilevabile nelle abduction; per cui tenuto presente ciò e affianchiamo il concetto che abbiamo visto della MERKABA, appare chiaro il rito di iniziazione che vedeva l’uomo svuotarsi del suo “Ba”, l’Anima.

https://www.lafeltrinelli.it/ebook/lucio-tarzariol/spiritualita-egizia/9788834179529?awaid=9507&gclid=Cj0KCQjw1qL6BRCmARIsADV9Jtbz8-FZAHDTplUfzNMTYsujH0KOODUOPX3P5nMWqL0L6

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