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Alieni: I Blu Alti di Cassiopea e il “Popolo blu”. a cura di Lucio Tarzariol

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Provengono da una porzione di spazio tra Cassiopea e Andromeda. Sono Alti circa 190-200 cm, sono completamente blu, e a volte presentano una protuberanza sulla testa a forma di cresta. Sono magri ma molto forti. Hanno occhi poco più grandi di quelli umani e sono privi di orecchie. Questi alieni sono stati visti da importanti contattisti come Martinovich e Collier. I blu non si basano soltanto sulla esplorazione dello spazio e sulla tecnologia, ma soprattutto sulla spiritualità. E’ una delle poche razze molto legate alla luce. Si suppone che siano imparentati con i nordici ma di gran lunga più sviluppati. Questi Dei blu sono chiamati anche guerrieri stellari se ne dubita l’esistenza dato che per questi alieni non è comprovata alcuna prova attendibile. Essi hanno sembianze umane, con mento a punta, labbra sottili, carnagione scura e traslucida, ed occhi a mandorla. Si dice che i grigi e gli USA avrebbero concluso un trattato, sconsigliato dai questi Blu, ma gli USA non li avrebbero ascoltati. Si crede anche che provengano da un mondo di Sirio o della stella Rigel. Alcuni adotti li descrivono, per l’appunto, alti 180/190 cm. circa con pelle spessa, liscia, a volte presentano delle creste sulla sommità del capo, a volte no. Muscolatura: allungata e esile, ma robusta. Non hanno capelli e le mani hanno cinque dita, mentre gli occhi sono lievemente più grandi ed allungati dei nostri. Vestono tute argentate o bianche, o altro. Questi esseri sarebbero stati visti più volte da diversi contattati, come Ivan Martinovich e Alex Collier. Proverrebbero da una porzione di spazio tra Cassiopea e Andromeda, e sarebbero di natura molto affabile e tranquilla. La loro tecnologia è altamente sviluppata, ma le loro attività principali si svolgono non solo nella ricerca scientifica ed esplorazione stellare, ma anche nella spiritualità e nella contemplazione. Non è improbabile che l’apparizione di queste entità in tempi antichi nella zona dell’attuale India abbia dato origine nel folcklore locale all’idea che le divinità avevano la pelle blu.

Sopra ricostruzione artistica di Lucio Giuseppe Tarzariol da Castello Roganzuolo..

Nell’elenco degli extraterrestri, come previsto da Kent Dunn tramite il KGB si parla di un popolo blu ricordato dai Cherokee che raccontano la storia di una razza di persone che erano di pelle blu che si imbatterono quando sono entrati nelle terre del Kentucky. Essi vivrebbero nei sistemi di gallerie e caverne del Kentucky e nelle zone circostanti.


Bankog, divinità blu. (Foto Francesco Franceschi).

Negli antichi  racconti sardi riportati in auge da Raimondo De Muro troviamo ancora una volta il ricordo di alieni dalla pelle blu, leggiamo: “Quanto agli “uomini blu”, con tale denominazione venivano chiamati gli abitanti di altri mondi in contatto con i protosardi, secondo un rituale che presentava diverse varianti.  In altre parole, certi protosardi comunicavano con gli extraterrestri mettendosi sopra i nuraghi o in un altro luogo dove regnava il silenzio, stesi col corpo nudo su una pietra levigata, in linea con le stesse che emanano micro onde cosmiche capaci di essere ricevute dai recettori umani. Oltre a ciò occorreva una grande concentrazione che consentiva di ricevere questi suoni muti”.

Nel mio libro la Stirpe blu di Tau Ceti acquistabile su: https://www.ibs.it/stirpe-blu-di-tau-ceti-ebook-lucio-tarzariol/e/9788828302773 ho raccolto ciò che trapela dietro “l’ipotetica” esistenza di una razza aliena di pelle blu che scese sulla Terra già migliaia di anni fa a dare inizio all’umanità che oggi conosciamo. Inizierò subito dicendo che secondo quanto divulgato dalla “Misterica eleusina”, già gli antichi progenitori di Atlantide sarebbero venuti da un altro pianeta del sistema solare chiamato “Tau Ceti”, il cui nome che li identifica è conosciuto dagli eleusini come: “Phikkesh Tau”, furono questi, secondo questa tradizione, che intorno al 116 millennio a.C. avendo scoperto il volo spaziale iniziarono ad esplorare il cosmo. Ci viene indicato il 92.000 a.C. l’era in cui una spedizione di questi “Phikkesh Tau” penetrando il nostro sistema solare iniziarono a colonizzare alcuni pianeti tra cui la nostra Terra. Fu questa civiltà che progredì ed evolse in varie sotto stirpi di popoli azzurrei chiamati “Uanhe”. Inoltre, studiando questo caso ho trovato anche molte correlazioni con le tradizioni nordiche e celtiche, cosa che già pubblicai in un articolo uscito su Archeo misteri magazine nel Novembre del 2014 intitolato: “Dai misteri eleusini e la saga dei Phykkhe’sh Tau, alla saga celta/irlandese dei Tuatha De Danann”. Non bastasse ciò, in Sardegna vi è una leggenda riportata da Raimondo De Muro, nei “Racconti della Nuragheologia”, che ci fa sapere dell’arrivo di uomini dalla pelle blu e liscia che pareva di porcellana. Esseri dalla pelle blu li ritroviamo nel noto “Caso Amicizia” e in alcuni casi che fanno pensare anche a ibridazioni con alieni. Ad esempio, in Kentucky, è esistita, addirittura, una famiglia in cui alcuni dei suoi membri avevano la pelle blu. La famiglia era conosciuta come “Blue Fugates”. Ritroviamo ancora esseri blu anche tra le divinità dell’India, provenienti probabilmente, da come ci riferiscono alcuni contattisti dalla Costellazione della Lira. Inoltre, tra le varie razze aliene con la pelle blu, di cui si ipotizza l’esistenza spiccano gli andromediani di cui si dice abbiano basi, per l’appunto, su Tau Ceti, Zenatae, Cigno Alfa. Abbiamo pure anche una razza chiamata “i blu” che pare provengano da una porzione di spazio tra Cassiopea e Andromeda. Di recente, guarda caso, una razza blu la ritroviamo anche in cinematografia nel film di James Cameron: Avatar dove compaiono esseri dalla pelle blu, chiamati Na’vi, che hanno i propri connettori che permettono loro di interfacciarsi con le piante e gli alberi del loro pianeta. Un mondo blu tutto da scoprire ed infine uno studio dell’astronomo Vincenzo Zappala sui pianeti exstrasolari a complemento di questa ricerca, intitolato: “Chi vive e come si vive sulla super-terra di Tau Ceti”.

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Written by Sigilli

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