Questo asteroide interstellare potrebbe davvero essere un'astronave aliena (lo sostiene anche Hawking)

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Sembra un’ipotesi fantascientifica, eppure alcune delle menti più brillanti del mondo si stanno interrogando sulla sua veridicità: davvero l’asteroide interstellare, proveniente dall’esterno del nostro sistema solare, che è venuto a farci visita recentemente, potrebbe essere un’astronave aliena? Scienziati e ricercatori stanno lavorando per offrire una risposta esauriente, quindi non del tutto scontata.
Oumuamua è il primo asteroide interstellare mai osservato proveniente dall’esterno del nostro sistema solare ed è stato avvistato per la prima volta il 19 ottobre scorso dagli astronomi del telescopio Pan STARRS alle Hawaii. Il suo nome in hawaiano significa “primo messaggero giunto da un luogo lontano” ed effettivamente tanto la sua forma quanto il suo comportamento sono “lontani” dal conosciuto, affascinanti e insoliti.


La forma, ad esempio, risulta diversa rispetto agli asteroidi che vengono solitamente osservati: è affusolata con una lunghezza massima di 180 metri e una larghezza che, nel punto più ampio, è intorno ai 30 metri. Mentre per quanto riguarda il comportamento, Oumuamua è comparso quasi all’improvviso, muovendosi velocemente lungo una rotta perpendicolare all’orbita di Mercurio a una velocità di decine di migliaia di chilometri orari, per poi continuare il suo viaggio che lo ha ormai portato a essere a metà strada tra la Terra e il pianeta Giove, il più grande del nostro sistema solare. È troppo veloce per organizzare una missione per andare a fargli visita con una sonda, e ora è sempre più distante per essere osservato con i telescopi.
Assodata la sua particolarità, cosa porta alcuni ad ipotizzare che possa essere un’astronave aliena? Il fatto che l’asteroide, nonostante la sua forma affusolata, sia riuscito a non disintegrarsi e a viaggiare così a lungo ha fatto nascere il dubbio che possa essere un oggetto artificiale. Se fosse tale, però, trasmetterebbe dei segnali radio. Per questo sono entrati in gioco i ricercatori che lavorano ai vari progetti SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), che da anni si occupano della ricerca di intelligenze extraterrestri. Tramite radiotelescopi, gli studiosi sperano di captare qualche segnale, anche se finora nessun progetto ne ha mai captato uno.


Con Oumuamua potrebbe essere diverso? Non è ancora noto: ciò che è certo è che l’asteroide sarà sottoposto a studi approfonditi. Il progetto Breakthrough Listen gli ha messo gli occhi addosso: per questo il 13 dicembre punterà il radiotelescopio di Green Bank in Virginia verso Oumuamua per 10 ore di osservazioni, utilizzando una gamma ampia di frequenze, nella speranza di riuscire a captare qualche segnale. Dietro all’iniziativa, costosa, c’è il milionario e fisico Yuri Milner, che da tempo investe nelle esplorazioni spaziali in cerca di forme di vita extraterrestri.
“Questa è una situazione unica – ha specificato Milner – pensiamo che il genere umano si possa permettere 10 ore di osservazioni, utilizzando le migliori strumentazioni disponibili sul nostro pianeta per verificare anche le ipotesi con minori probabilità”. Visionario o no, soltanto le prove empiriche potranno dargli torto o ragione. Anche se al momento è difficile smontare gli argomenti di chi vede in Oumuamua un semplice asteroide. Tra questi c’è il fatto che l’oggetto segue un’orbita con una velocità intorno ai 20 chilometri al secondo: non sembra dunque essere stato costruito da una civiltà avanzata che avrebbe usato ben altre forme di trasporto, forse molto più veloci. Ma anche in questo caso si tratta di ipotesi: soltanto l’osservazione e lo studio scientifico potranno fornire una risposta.
Fonte: Huffington

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