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Dietro la CIA e Soros c’è … “Jigsaw”

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Dietro la CIA e Soros c’è … “Jigsaw”

Nel 2013, Veterans Today  insieme a Press TV e alla loro corrispondente Serena Shimm collegarono una organizzazione che poi si rivelò estranea ad un attacco false flag  di gas-sarin in Siria.  VT  era arrivata per prima alla notizia, grazie ad una fonte di alto livello, che precedentemente aveva fatto rivelazioni sugli assasini di scienziati in Iran e su una rete di  operazioni di squadristi neri  in Azerbaigiang.
Il loro obiettivo era l’Iran, distruggere la sua economia, armando i separatisti del Kurdistan e boicottando ogni possibile insediamento nucleare. Avevano preso l’Egitto, mettendo temporaneamente al potere la fratellanza musulmana finanziata dai sauditi, avevano rovesciato l’Ucraina e istigato alla guerra civile la Siria.
L’ organizzazione, che si chiamava Google Idea Groups, da allora ha cambiato nome in “Jigsaw.” Anche il suo obiettivo è cambiato, ora sta reclutando gente in tutto il mondo. Dietro robusti siti web collegati tra di loro, che promuovono democrazia, bontà e trasparenza, che offrono un software sicuro e addestramento all’attivismo politico c’è un’altra realtà di bambini morti, di terrorismo, di false flag, di manipolazione della stampa e una agenda di sottomissione e tirannia.
Ogni volta che qualcuno si avvicina a chi sta veramente dietro a questa storia, si mette in moto la macchina delle bugie e tutti puntano il dito dritto contro George Soros e la sua  “Open Society”, questo per chi ha idea su come funzionano queste cose, oggi però non sono tanti perché ci troviamo chiaramente dall’altro lato dello spettro politico.
Questa è l’organizzazione che sta dietro Victoria Nuland e dietro i neo-con in Ucraina e, ancora peggio dietro chi controllava Hillary Clinton come Segretario di Stato e che ora controlla anche Donald Trump. Non stiamo parlando di un miliardario, stiamo parlando di miliardi di dollari, stiamo parlando del controllo totale di internet, di tutti i social media, di tutti i motori di ricerca e perfino della stessa infrastruttura dell’hardware.
Siamo anche pronti a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che siamo arrivati almeno al livello di “quello che è stato nascosto”. Ora stiamo vedendo una testa dell’Idra, stiamo vedendo il potere che sta sopra e oltre i governi, il potere che crea la realtà, che progetta qualsiasi verità, il potere che sta sopra ogni legge. Ci sono altre teste di questa idra, intanto noi ne vediamo solo una.
Background
Esiste un’organizzazione mondiale, appoggiata dalle più potenti aziende tecnologiche del mondo, guidata da Google, Facebook e Microsoft, ma con loro si muovono i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito e dietro di loro, una brodaglia che si può elencare in ordine alfabetico piena di agenzie di intelligence e di sicurity. Curiosamente, questo gruppo è stato chiamato Alphabet Inc, e al centro c’è “Jigsaw”, guidato da Jared Cohen, ex consulente del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Bush (il 43° Presidente).
Jigsaw, e i suoi padri di Alphabet, è al centro di più di una dozzina di organizzazioni, che prima erano legate a Movements.Org, che reclutano attivisti e informatori da tutto il mondo, finanziati generosamente con fondi di potenti società di Internet e con il sostegno — ATTENZIONE — della  CIA.
Dietro queste organizzazione ci sono gruppi di giovani attivisti, reclutati in ogni angolo del mondo, a cui viene offerto aiuto finanziario, affiliazioni con i maggiori potentati di Internet, di cui Google e Facebook sono solo due tra decine di altri potentati ….  solo questo?  ….  Beh, dietro tutto questo discorso che predica la lotta alla corruzione e la costruzione della democrazia ci sono sempre le solite vecchie facce, quella che è appena morta – David Rockefeller – e quella del Council on Foreign Relations, la faccia molto nota del Dipartimento di Stato USA e quella meno nota, che manovra il tutto: la CIA.
Il piano è semplice, ma l’ambizione è enorme, si reclutano dei millennials tecnicamente brillanti ma eticamente zoppi, con jeans e infradito ma anche con stock options e contratti blindati, Il loro lavoro è costruire un sistema di social engineering data da incubo, qualcosa che nemmeno Orwell avrebbe mai potuto immaginare.
Dopo di che si collega il risultato di questo lavoro con gruppi di base in grado di organizzare “movimenti politici a richiesta” e per far funzionare il prodotto di questa combinazione, ci si allea con agenzie di intelligence in grado di ammazzare, di far saltare auto-bomba, di fare attacchi con gas-sarin ecc…  “a richiesta” … ed ecco che abbiamo creato una Macchina del Cambiamento a cui nessuno può resistere.
Tutto, naturalmente, è reso possibile manipolando la fiducia della gente, approfittando dell’avidità umana e dove questo non basti, si usano ricatto e coercizione. Queste organizzazioni sono uscite allo scoperto per la prima volta nel 2008, “finanziate con fondi neri” del governo americano e inglese e si chiamavano  The Alliance for Youth Movements.
Ogni anno si è tenuto un summit che ha riempito Città del Messico o Londra o altri posti simili in cui si riunivano tutte le potenziali reclute della CIA. All’inizio, Robert Bernstein, quello che ha fondato Human Rights Watch,  che sembra sia una faccia della CIA, ne ha preso le redini ed ha iniziato a collaborare con i media per mezzo di Al Jazeera, di proprietà dei reali del Qatar e delle organizzazioni di Murdoch – Fox / WSJ – media in mano di Israele che stanno soffocando USA e Regno Unito.
Era Movement.Org, non le organizzazioni di Soros, che erano responsabili delle Primavere Arabe e del colpo di stato in Ucraina.  Sì, sono stati proprio loro a “tirare il grilletto” sull’Egitto e a mandare al potere la Fratellanza musulmana voluta dai Sauditi. Hanno sviluppato il software usato per individuare chi erano i “ribelli moderati” della Siria, e dar loro una voce con le “fake-news” di al Jazeera, quell’organizzazione del Qatar che ora sta lavorando in Siria con la sua società di produzione video, quella che ha reso gli attacchi con  i gas dei White-Helmet  dei “falsi umanitari”.
Con loro lavorano nei media anche le organizzazioni di Murdoch, Fox News negli Stati Uniti e le altre proprietà di Murdoch in tutto il mondo. Loro voce ufficiale è il sito web Daily Beast, noto per essere un sito “liberal” del Mossad e molto “sotto-il-controllo-dell’opposizione”,  un sito che ora sta spacciando amabile retorica contro-Trump, di proprietà di Jane Harman, messa da Israele dentro il Dipartimento di Stato .
Anche Madre dell’ ISIS
Le indagini sulle radici dell’ISIS e di Al-Nusra in Siria ci portano al 2013, in Turchia e poi nella Repubblica di Georgia e alle operazioni che la CIA  ha fatto in quel paese per poi riportarci a Washington DC.  Lì, dietro tutto questo, abbiamo ritrovato nomi familiari, Condoleezza Rice, David Rockefeller, e altra bella gente.  La Google Corporation e in particolare un gruppo che ha un nome che apparentemente sembra innocente,  Google Idea Group.
L’ abbiamo ritrovato,  che gestiva delle case sicure in Azerbaigian e in Turchia, questo stesso gruppo dal nome innocente, che però è collegato all’assassinio di scienziati iraniani e al contrabbando di armi chimiche in Siria, inviate da Tbilisi, in Georgia.
Nel 2013, 1500 siriani furono uccisi in un attacco di gas sarin. Il mondo stava per dichiarare guerra, ma qualche fonte, l’amministrazione Obama ha saputo che il governo di Damasco non ne era responsabile. Era stato tagliato un accordo-su-misura per far arrivare tutte le  WMD – le armi di distruzione di massa possedute dal governo siriano – negli Stati Uniti, un accordo che recentemente ha subito una serie di rovesciamenti.
Oggi la nostra storia comincia da qui, dal 2013, e punta verso il futuro e, se abbiamo ragione, questo potrebbe essere  un futuro davvero brutto.
Conclusione
Quello che è triste è che sono stati tanti, quelli messi tanto facilmente su strade sbagliate e su vicoli ciechi. George Soros è sempre stato un giocatore minore a livello mondiale.  Ce ne siamo accorti solo quando abbiamo studiato gli eventi in Ucraina, dove la faccia del colpo di stato era, naturalmente, quella di Victoria Nuland e di suo marito John Kagan. Entrambi sono nemici di Soros, da sempre, per le sue battaglie vere, tutte contro le influenze esercitate da Israele  su Washington. Nuland e i fratelli Kagan e le think tank a cui sono legati, come l’Institute for the Study of War, sono di estrema destra e vivono per promuovere l’influenza israeliana anche a costo di sacrificare vite americane.
Questo è l’articolo che introduce al loro sito web, scritto da Genevieve Casagrande, e che mostra come funziona la loro agenda e come funziona Jigsaw o Google Idea Groups o al Jazeera o l’ISIS o al Nusra,  perché tutti possono muoversi e operare alla stessa maniera:
“La campagna della Russia contro i civili siriani è continuata malgrado l’attacco USA del 6 aprile in risposta all’uso delle armi chimiche del regime di Bashar al-Assad, a sud di Idlib. Rapporti locali indicano che la Russia abbia usato regolarmente munizioni incendiarie e anti-bunker a Idlib e nelle province di Aleppo per uccidere popolazione in massa, in una zona ribelle dopo l’attacco degli Stati Uniti. Attacchi aerei russi hanno inoltre colpito infrastrutture civili locali dal 4 al 25 aprile, tra cui ospedali, scuole, moschee e centri di difesa civile in tutta la Siria. La Russia ha continuamente preso di mira, per tutto il periodo di riferimento, Khan Shaykhoun, il posto dove avvenne l’attacco chimico fatto dal regime il 4 aprile. Inoltre, alcuni attivisti hanno affermato che la Russia ha colpito un ospedale e un centro di difesa civile che curava i feriti di Khan Shaykhoun immediatamente dopo l’attacco del regime con il gas-sarin. L’uso di armi chimiche è solo uno dei molti mezzi che la coalizione pro-regime usa per punire le popolazioni che si opoongono ad Assad in Siria. La Russia rimane uno dei maggiori sostegni per la campagna di Assad che combatte i civili siriani. Il regime di Assad ha una lunga storia di violenza contro il proprio popolo, ma le moderne armi messe a disposizione dalla Russia hanno allargato il teatro, permettendo alla coalizione di regime di colpire civili con una maggior precisione”.
L’autore di questo pezzo, presentato al Pentagono come un importante documento politico, è un impiegato che lavora per l’organizzazione da 20 anni, che non ha nessuna referenza e che non cita fonti di nessu tipo. L’intero articolo come tutto il resto – pubblicato sul sito web dell’ISW e seguito dal Pentagono come un Vangelo –  è falso.
Quello che segue, sempre preso dalo stesso sito è una confessione di pregiudizio. Ammette che è i suoi documenti sono “un falso”, ma lo ammette con onestà e coerentemente con gli standard  oggi.
“Rapporto-alta-affidabilità. L’ISW indica  come altamente affidabili i rapporti corroborati da documentazione fornita da fazioni dell’opposizione e dalle reti di attivisti sul campo in Siria, ritenute credibili che mostrano elementi chiave degli attacchi aerei russi.
Rapporto-bassa-affidabilità. L’ ISW indica come bassa affidabilità  i rapporti confermati solo da varie fonti secondarie, incluse le reti di attivisti locali siriani considerati credibili o i media siriani di stato”.
Possiamo dire che stanno ammettendo che le loro informazioni arrivano direttamente dall’ ISIS e da al Qaeda? Forse però avrebbero potuto fare ancora un altro passo e ammettere anche che le fonti del materiale pubblicato hanno una origine che si confonde con loro stessi.
Il problema è essenzialmente questo:  Jigsaw è destinato a diventare un allargamento, una espansione globale, di quegli sforzi che abbiamo visto in Egitto, dove sono falliti,  in Ucraina, dove la Russia li ha bloccati, anche se sono stati un successo parziale e in Siria, dove stanno fallendo.
La formula è chiara, reclutare attivisti, mettere in scena attacchi terroristici, sfruttare le loro riconosciute competenze – su armi nucleari / biologiche / chimiche e false minacce – e progettare interventi USA in nome di un qualcosa che può essere descritto solo come una organizzazione criminale globale, che ora possiamo riconoscere,  che controlla quasi tutto il flusso di informazioni dell’intero pianeta.
 
Gordon Duff  è un ex-Marine veterano della Guerra del Vietnam che ha studiato i problemi dei veterani e de POW – prigionieri di guerra – per decenni e si è confrontato con il governo in materia di security.  E’  senior editor e chairman del CdA di Veterans Today, particolarmente per il  magazine online  “New Eastern Outlook.
Fonte : http://journal-neo.org
Link: http://journal-neo.org/2017/05/16/jigsaw-beyond-the-cia-and-soros/

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Dietro la CIA e Soros c’è … “Jigsaw”

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Siria: dalle fake news alle bombe

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Siria: dalle fake news alle bombe

Siria: dalle fake news alle bombe

Quando un video diffuso da un’organizzazione poco affidabile come “White Helmets” scatena una guerra. Il presunto attacco chimico a Douma, non verificato né provato, è bastato all’Occidente per bombardare la Siria. Nessuna testimonianza al di fuori della narrativa ufficiale ha importanza. Siria: dalle fake news alle bombe.

Il video degli “elmetti bianchi” sul presunto attacco chimico contro i civili di Douma ha girato il mondo, ha giustificato un bombardamento da parte degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e della Francia. Nessuno fra chi ha puntato il dito contro Assad si è preoccupato di fornire delle prove né di indagare sull’accaduto, probabilmente, una testimonianza diretta dal posto potrebbe stonare con la narrazione ufficiale del conflitto siriano.

I media russi, fra cui Sputnik, sono riusciti a raccogliere la testimonianza di alcuni bambini protagonisti del famoso video, che hanno svelato i dettagli della messinscena a Douma girata da “White Helmets”. Interviste che i media occidentali e italiani hanno preferito ignorare, evidentemente le notizie provenienti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra sono ritenute sufficienti per conoscere la realtà dei fatti. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Roberto Vivaldelli, caporedattore di Oltre la Linea, autore di “Fake news. Manipolazione e propaganda mediatica, dalla guerra in Siria al Russiagate”.

Siria: dalle fake news alle bombe

In un’intervista ai giornalisti russi dei bambini siriani hanno raccontato del loro coinvolgimento nel video sul presunto attacco chimico a Douma in Siria. Si tratta di una testimonianza che non è stata presa in considerazione dai media italiani. Roberto, perché secondo te queste testimonianze vengono ignorate?

Perché sicuramente non fanno comodo alla narrazione sul conflitto siriano che conosciamo fino ad oggi. I media italiani e occidentali prendono per buona ogni cosa che dicono sia l’Osservatorio siriano per i diritti umani sia gli “elmetti bianchi”. Le testimonianze che vanno nell’altro senso non vengono prese neanche in considerazione, perché sono bollate come propaganda russa.

Questo dimenticando o facendo finta di non sapere chi sono davvero gli “elmetti bianchi” e la realtà dei fatti del conflitto siriano. Si tratta di un’ONG che opera soltanto nelle aree controllate dai ribelli in contatto con le componenti islamiste. Quest’organizzazione è stata fondata da un ex agente dei servizi segreti inglesi, James Le Mesurier.

[penci_blockquote style=”style-3″ align=”none” author=””]Sono tutti fatti che i media occidentali non riportano e questo è molto grave: prendere per buoni tutti i filmati e ogni testimonianza degli elmetti bianchi è un segnale inequivocabile di quanto questi giornalisti siano di parte. Sono testimonianze che si potrebbero anche riportare, però bisogna dire a chi ascolta di chi si tratta in realtà. Non sono una fonte super partes affidabile. Comunque sia queste testimonianze sono bastate per giustificare un attacco missilistico che viola il diritto internazionale secondo molti esperti, anche occidentali. Sul conflitto siriano la narrativa occidentale segue determinate logiche dettate dalla geopolitica e dalla strategia occidentale che comprende anche l’uso dei media.[/penci_blockquote]

Siria: dalle fake news alle bombe

Com’è possibile che sia bastato un video degli “White Helmets”, ONG poco trasparente, per scatenare dei bombardamenti contro la Siria? Da un punto di vista giornalistico come si può spiegare questa vicenda?

È scorretto, ma ciò non mi stupisce molto. Dal 2011 ad oggi è questa la narrazione che abbiamo sentito. Prima c’erano i ribelli moderati, dopo ci si è accorti che così moderati non erano. In seguito hanno messo in piedi quest’ONG, che sicuramente presenta moltissimi lati d’ombra, ignorati dai media italiani e occidentali in generale. Eppure un’ONG fondata da un ex agente dei servizi inglesi dovrebbe destare quantomeno qualche sospetto sulla sua imparzialità.

[penci_blockquote style=”style-3″ align=”none” author=””]Molti hanno scritto che la Russia era contraria in sede ONU ad un’indagine indipendente, mi pare che siano i ribelli oggi a sparare addosso gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche arrivati a Douma. Qualcuno non vuole che l’indagine vada in porto, mentre sia la Russia sia la Siria hanno dimostrato di essere assolutamente disponibili ad un’indagine indipendente. Qualcuno ha deciso di bombardare la Siria senza aspettare l’esito dell’indagine, traendo conclusioni in maniera affrettata e commettendo un gravissimo errore.[/penci_blockquote]

Ai giornalisti che vanno sul campo viene dato meno spazio e nei salotti televisivi non si fa che della retorica senza conoscere la realtà dei fatti. Possiamo dire che la Siria è l’esempio perfetto dove l’informazione viene strumentalizzata a dismisura?

Qualche giornalista in Siria ci è andato, fra questi c’è Robert Fisk dell’Independent, esperto di Medio Oriente. Fisk è andato in Siria, ha scritto un reportage molto bello, ovviamente i soliti l’hanno bollato come giornalista di parte, filogovernativo. Il problema è che gli altri non ci sono nemmeno andati in Siria a verificare. Fino a prova contraria l’opinione di Robert Fisk conta molto di più rispetto a quella di chi in Siria non ci ha messo piede e si accontenta dei lanci di agenzia di parte, così è più comodo e si spende meno tempo. Non si fa però un buon servizio giornalistico in questa maniera.

Siria: dalle fake news alle bombe

Vorresti aggiungere qualcosa sulle fake news attorno alla Siria?

È davvero incredibile come si faccia finta di non sapere cosa rappresentano in realtà gli “elmetti bianchi” e come vengano osannati dall’Occidente con premi di vario titolo. Tutto ciò senza andare ad indagare la biografia dei personaggi che formano quest’organizzazione. Qualcosa in Occidente si è scritto, rispetto alla versione ufficiale sull’attacco chimico, ho trovato tutto sommato prese di posizione da parte di numerosi esperti di intelligence inglesi, americani che hanno posto dei seri dubbi sulla vicenda.

Questa volta non credo che l’apparato giornalistico abbia fatto la cosa giusta, molti hanno espresso scetticismo e molta perplessità rispetto alla versione ufficiale, che effettivamente fa acqua da tutte le parti. Vedremo come evolverà la situazione, speriamo non ci siano nuovi bombardamenti, è stato comunque un atto molto grave.

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Clinton, Obama, Soros hanno rovesciano Papa Benedetto XVI?

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Papa Benedetto XVI ha regnato come primo vescovo della Chiesa cattolica tra il 2005-2013 prima che inaspettatamente desse le dimissioni in circostanze insolite diventando il primo Papa a dimettersi dai tempi di Papa Gregorio XII nel 1415, Benedetto è ampiamente considerato il primo a farlo di propria iniziativa dopo Papa Celestino V nel 1294. Nulla di sconvolgente…

Tuttavia un gruppo di leader cattolici che si chiama “Catholic Spring” cita nuove prove rinvenute nelle e-mail diffuse da WikiLeaks per rivendicare che Papa Benedetto XVI non ha in realtà dato le dimissioni di propria iniziativa, ma è stato spinto fuori Vaticano da un vero e proprio colpo di stato.

Muscoli politici e potere finanziario, queste le “macchine” usate dalla diplomazia statunitense: George Soros, Barack Obama e Hillary Clinton per costringere con tangenti e ricatti il “cambio di regime” nella Chiesa cattolica romana al fine di sostituire il “conservatore” Benedetto XVI con l’attuale “radicale di sinistra” Papa Francesco.

Il gruppo Catholic Sping ha inviato una lettera al Presidente Donald Trump chiedendo di avviare un’indagine ufficiale sulle attività di Soros, Obama e Clinton che secondo i leader Cattolici sono coinvolti nel cambio al vertice del Vaticano.

La lettera mira ad avere una risposta per quanto riguarda gli eventi sospetti che hanno portato alle dimissioni di Papa Benedetto XVI, la prima abdicazione pontificia in 700 anni.
In particolare, abbiamo ragione di credere, che un cambio di regime in Vaticano è stato progettato dall’amministrazione Obama“, dicono i firmatari, nella loro lettera al Presidente Trump.

Tra le varie prove ad avvalorare i sospetti del gruppo di ricercatori cattolici ci sarebbero le email di WikiLeaks.
Ci siamo allarmati nello scoprire – si legge nella lettera – che, nel corso del terzo anno del primo mandato dell’amministrazione Obama, suo predecessore e avversario, il segretario di Stato Hillary Clinton, insieme ad altri funzionari del governo con lei consociati, ha proposto una rivoluzione cattolica per effetto della quale si sarebbe realizzata la scomparsa definitiva di ciò che che restava della Chiesa cattolica in America.

La lettera contiene inoltre svariati link a documenti e notizie come fonte delle loro dichiarazioni. Ma facciamo un po di chiarezza sulla faccenda…

I PROTAGONISTI DEGLI SCAMBI EPISTOLARI

Al centro della vicenda ci sono i nomi di John Podesta, cattolico liberal, democratico da sempre, già stretto collaboratore di Bill Clinton e oggi presidente della campagna elettorale di Hillary. Cattolica è anche la direttrice della campagna di comunicazione della Clinton, Jennifer Palmieri. C’è poi l’amico di Barack Obama, Sandy Newman, di Voices for progress, e John Halpin del Center for american progress. Nei messaggi di posta elettronica, i cattolici fedeli al magistero sono variamente ridicolizzati per essere arretrati e responsabili di un imbastardimento della fede; i vescovi tacciati di essere dittatori medievali. Oltre ad altre amenità, come l’ironia verso Rupert Murdoch, deriso per avere scelto di far battezzare i figli nel fiume Giordano.
Sullo sfondo, mai citato, c’è George Soros, il miliardario e filantropo di origine ungherese, gran finanziatore di movimenti progressisti favorevoli ad aborto, controllo delle nascite e matrimonio gay; molto indaffarato a spostare le priorità della Chiesa cattolica americana dai temi di vita e famiglia verso impegni più sociali.

LE MAIL DELLO STAFF DI CLINTON

Dagli account di posta elettronica violati da Wikileaks, si legge uno scambio di mail dell’11 febbraio 2012. Sandy Newman, attivista progressista non cattolico, scrive a Podesta chiedendo suggerimenti per “piantare i semi di una rivoluzione”, per una “primavera” nella Chiesa cattolica. Obiettivo: far cambiare idea ai vescovi Usa su contraccezione, aborto e promuovere l’uguaglianza di genere.

Chiara la risposta di Podesta: per fare una rivoluzione si deve lavorare dall’interno, dal basso verso l’alto. E per questo – ricorda – abbiamo creato (noi democratici – ndr) i Catholics in alliance for the common good e nella stessa direzione lavora Catholics united. Due gruppi di pressione dell’ampia galassia dei movimenti progressisti americani.
Un donatore importante per finanziare le cause è il filantropo Soros. Attraverso la sua fondazione, nel 2005-06 ha donato a Catholics in alliance 50mila dollari all’anno. Nel 2007-8 la somma è salita a 100mila all’anno. Altri 300 mila dollari sono finiti a Catholics for a free choice, un’associazione di cattolici pro aborto.

Lo stesso Soros, sappiamo da un altro gruppo di documenti di Wikileaks pubblicati in estate, ha donato 650mila dollari per la visita del 2015 di papa Francesco negli Usa. Tra i beneficiari, anche il Pico (People improving communities through organising), di cui è sostenitore il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, uno degli uomini più vicini al papa.

Scopo: influenzare e favorire la creazione di un fronte di vescovi che si dissocino dal cultural warrior dell’episcopato statunitense e siano più in sintonia con Bergoglio sui temi della giustizia economica e l’uguaglianza. Anzi – si legge in un documento – influenzare lo stesso papa, coinvolgendolo attraverso il cardinal Maradiaga.

Effetto sottinteso: emarginare la gerarchia episcopale più conservatrice, come l’ancora molto influente Charles Chaput, arcivescovo di Philadelphia. Ha scritto padre Robert Sirico, fondatore dell’Istituto Acton: “Soros ha solo intenzioni grossolane verso i cattolici che vede come utili idioti“.

Nella lettera, inoltre, vengono poste otto domande specifiche:

  • A quale scopo la National Security Agency ha monitorato il conclave che ha eletto Papa Francesco?
  • Quali altre operazioni segrete sono state attuate da agenti del governo USA sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI e sul conclave che ha eletto Papa Francesco?
  • Agenti governativi hanno avuto contatti con la “Mafia del cardinale Danneels“?
  • Le transazioni monetarie internazionali con il Vaticano sono state sospese durante gli ultimi giorni prima delle dimissioni di Papa Benedetto. Le agenzie di governo degli Stati Uniti sono state coinvolte in questo?
  • Perché le transazioni monetarie internazionali sono riprese il 12 febbraio 2013, il giorno dopo che Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni? E’ una pura coincidenza?
  • Quali iniziative sono state effettivamente prese da John Podesta, Hillary Clinton, e altri legati alla gestione Obama coinvolti nel dibattito che intendeva fomentare una “Primavera cattolica”?
  • Qual era lo scopo e la natura della riunione segreta tra il vice presidente Joseph Biden e Papa Benedetto XVI in Vaticano il o intorno al 3 giugno 2011?
  • Quali ruoli sono interpretati da George Soros e altri finanziatori internazionali attualmente residenti nel territorio degli Stati Uniti?

Staremo a vedere se ci sarà mai una risposta da parte del neo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

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Una nuova causa cerca di forzare la divulgazione dell'elenco di omicidi segreti di Trump

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L’amministrazione Trump ora affronta sfide legali che richiedono il rilascio di dettagli relativi alla lista segreta di omicidi e le regole che consentono l’uccisione di cittadini statunitensi.
Il 22 dicembre, l’American Civil Liberties Union ha intentato una causa contro il governo Trump nel tentativo di forzare il rilascio delle nuove regole stabilite in relazione al programma segreto di assassinio dell’esercito americano. Il programma è stato istituito durante l’amministrazione Obama e ora ampliato sotto Donald Trump. Rapporti recenti del New York Times ( 1 , 2 ) alludono al fatto che l’amministrazione Trump sta allentando le già fragili protezioni stabilite dall’amministrazione Obama. È stato riferito che queste protezioni erano state stabilite per minimizzare le lesioni e le morti civili.
L’ACLU sostiene che due recenti articoli del New York Times e dell’Atlantico hanno spinto la causa. L’ inchiesta delNew York Times ha esaminato gli attacchi aerei statunitensi dall’inizio della lotta contro lo Stato islamico in Iraq nel 2014 fino a dicembre 2016. Il rapporto ha rilevato che l’esercito americano ha ucciso civili 31 volte di più di quanto ammesso. Il secondo articolo fu una risposta all’indagine del Times di Robert Malley e Stephen Pomper, ex funzionari della sicurezza nazionale negli anni di Obama. Gli uomini ammettono che l’amministrazione Obama ha continuato la guerra globale al terrorismo mantenendo l’infrastruttura in atto. Gli uomini notano anche che le protezioni per i civili erano inadeguate, così come le promesse di trasparenza e risarcimento per le vittime.
A ottobre, Activist Post ha riferito che un memo presidenziale firmato di recente avrebbe normalizzato l’uso dei droni nella vita americana.

Il memorandum, intitolato ” Programma pilota di integrazione di sistemi aerei senza pilota ” consente ad alcune comunità di essere esentate dalle attuali norme di sicurezza mentre testano le operazioni dei droni. Sotto l’amministrazione di Trump, l’uso di bombardamenti di droni sta aumentando e gli attacchi aerei sono già aumentati . Inoltre, in uno sforzo apparente per combattere l’immigrazione clandestina, le dogane e la protezione delle frontiere degli Stati Uniti useranno i droni per effettuare la sorveglianza aerea dei cittadini statunitensi alla frontiera. Queste azioni hanno portato i gruppi sulla privacy a chiedere al Senato degli Stati Uniti se le immagini raccolte dai droni CBP saranno collegate al database di riconoscimento facciale dell’agenzia.

Come sottolinea l’ACLU :

L’ amministrazione di Trump sta uccidendo persone in diversi paesi , con scioperi che si stanno verificando a un ritmo quasi senza precedenti: in alcuni paesi il numero è raddoppiato o triplicato nel primo anno di presidenza di Trump.

Il pubblico americano è generalmente consapevole dei conflitti che si stanno verificando in Iraq, Siria e Afghanistan, ma rimane molto ignorante delle operazioni militari che si svolgono in Somalia, Pakistan, Nigeria e in tutto il continente africano. Queste operazioni hanno causato un aumento delle morti di civili . Un altro punto che non può essere ignorato è il fatto che il governo degli Stati Uniti bombarda persone in nazioni per lo più musulmane. Sono gli stessi paesi soggetti al cosiddetto “divieto musulmano”. Ciò significa che probabilmente ci sono persone che sono diventate rifugiati nel tentativo di sfuggire alle guerre guidate dagli Stati Uniti nella loro patria e che poi vengono respinte o trattate come criminali.
Allo stesso tempo, (il direttore Trump) rifiuta di rivelare ufficialmente informazioni critiche su cui si sta guidando scioperi, contro chi e con quali conseguenze “, scrive l’ACLU.
In tutta l’amministrazione Obama, l’ACLU ha condotto battaglie legali per il rilascio di documenti dell’era di Obama relativi alla lista segreta di omicidi. La Guida alla politica presidenziale (PPG), a volte indicata come “il libro del gioco” o matrice di disposizioni, ha guidato le decisioni dell’amministrazione Obama sul programma di uccisione di droni del governo degli Stati Uniti. Il PPG è stato originariamente pubblicato nel maggio 2013, ma l’intero contenuto del documento rimane segreto. Il pubblico ha visto solo un “foglio informativo” che descrive il documento.
Nel febbraio 2016, il giudice distrettuale Colleen McMahon ha ordinato l’amministrazione Obama di consegnare il PPG e altri programmi mirati relativi uccisioni di droni per la revisione da tennis e possibile rilascio al pubblico documenti. I tre documenti sono legati alla legge e alla politica che regolano il programma controverso. L’ACLU ha anche lottato per scoprire nuove informazioni relative alla cosiddetta lista del Presidente della morte, conosciuta anche come la matrice disposizione.
Il Washington Post ha riferito per la prima volta sulla matrice delle disposizioni nel 2012:

Negli ultimi due anni, l’amministrazione Obama ha segretamente sviluppato un nuovo piano per perseguire i terroristi, una lista di obiettivi di prossima generazione chiamata “matrice delle disposizioni”.
La matrice contiene i nomi dei sospetti terroristi ordinati contro una contabilità delle risorse che vengono raccolte per localizzarle, comprese accuse sigillate e operazioni clandestine. Funzionari statunitensi hanno detto che il database è progettato per andare oltre le liste di uccisioni esistenti, disegnando piani per la “disposizione” dei sospettati oltre la portata dei droni americani.
Anche se la matrice è un work in progress, lo sforzo per creare riflette una realtà tra le fila antiterrorismo della nazione convenzionali guerre degli Stati Uniti stanno finendo, ma il governo si aspetta di continuare ad aggiungere i nomi per uccidere o elenchi di cattura per anni.

L’elenco degli omicidi è stato oggetto di battaglie legali per anni. Il giornalista del New York Times, Charlie Savage, ha citato l’amministrazione Obama per un tentativo di rivelare le giustificazioni legali del governo per l’assassinio di sospetti terroristi senza processo. In particolare, Savage ha citato in giudizio l’amministrazione Obama nel tentativo di ottenere dettagli sull’assassinio di Anwar al-Awlaki, esponente religioso di Al Qaeda. Al-Awlaki è nato nel New Mexico e alla fine si è ritrovato nel radar del governo degli Stati Uniti per sospetto terrorismo.
Il 30 settembre 2011, i droni inviati dalla CIA e dal Joint Special Operations Command sono volati nello Yemen e hanno bombardato al-Awlaki e al propagandista di al-Qaeda Samir Khan. Il caso ha suscitato critiche pubbliche non solo perché al-Awlaki era cittadino statunitense, ma perché diverse settimane dopo la sua morte, un altro drone americano ha ucciso il figlio sedicenne di al-Awlaki, Abdulrahman. Era anche un cittadino americano che viveva nello Yemen.
Nel suo ultimo rimprovero all’amministratore di Trump, l’ACLU assume una posizione sorprendentemente forte contro l’ex presidente Barack Obama riconoscendo il ruolo svolto dal vincitore del premio Nobel per la pace nello stabilire questi pericolosi programmi. Ha affidato questo paese a risposte sempre più militariste in sempre più paesi, indipendentemente dalla riluttanza che avrebbe potuto provare “, scrive l’ACLU. “Uccisioni ingiuste e morti civili sono stati il ​​risultato inevitabile”.
La normalizzazione dell’uso dei droni – sia a livello nazionale che all’estero – sta appena cominciando a fondersi nel nuovo standard della guerra americana e della vita quotidiana. Cosa possiamo fare di questa guerra illegale, immorale e pericolosa presa dal governo degli Stati Uniti? C’è un modo per le persone di invertire il corso?

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