Elon Musk: “Forse viviamo dentro Matrix, di sicuro dobbiamo evolverci in cyborg”

Alla Code Conference di San Francisco il patron di Tesla e SpaceX è tornato a parlare della pervasività dell’Intelligenze Artificiale nell’era contemporanea. Con una soluzione per combatterla

Un’intelligenza artificiale maligna ha preso il posto del ‘grande fratello’ che tutto controlla. Almeno nella mente di Elon Musk che ha detto, in una conferenza in California, le possibilità che non viviamo in una simulazione al computer sono solo “una su miliardi”. Secondo il patron il Ceo di Tesla e SpaceX, nonché promotore di SolarCity e del progetto di trasporto Hyperloop, insomma è quasi sicuro che viviamo in un mondo artificiale retto dalla AI e amministrato da supercomputer.

Spesso elogiato come uno dei maggiori “visionari” dell’era contemporanea – dote che gli ha permesso di aprire alla ricerca tecnologica applicata nuove strade – Musk non l’avrà detta troppo grossa? Il fatto è che da tempo il patron dell’auto elettrica e dei razzi vettori con tornano sulla Terra in assetto verticale ha focalizzato sui rischi della AI. Fra le molte iniziative, anche il finanziamento di OpenAI Gym, insieme un banco prova per testare lo sviluppo dei sistema di intelligenza artificiale impiantati nei robot e una “palestra” high-tech per addestrarli a non diventare pericolosi per gli umani.

Musk non è nuovo a dichiarazioni-boom, come quando lanciò l’idea di sparare qualche atomica su Marte per dargli una scaldata in modo da renderlo più ospitale allo sbarco degli uomini.

Ora alla Code Conference ha detto che “l’argomento maggiore sul fatto di esser probabilmente in una simulazione” il progresso tecnologico degli ultimi 40 anni che ci ha permesso di passare “dal Pong” alle “simulazioni in 3D in cui milioni di persone giocano contemporaneamente”; e quand’anche “calasse di 1000″ il ritmo di questo sviluppo ci muoveremmo sempre a una velocità di scarto molto grande rispetto alla durata della nostra vita biologica.

“A questo ritmo di sviluppo i giochi diventeranno indistinguibili dalla realtà”. Gli è stato allora chiesto se siamo in un gioco simulato al computer e Musk ha risposto: “Probabilmente”. A questi ritmi il sorpasso dei robot AI sugli uomini si fa inquietante e secondo Musk gli umani rischiano di diventare i “gatti domestici” di un’intelligenza ben superiore. Per scongiurare questa eventualità dovremmo diventare cyborg.

“La soluzione che sembra migliore è avere un layer di AI in collegamento digitale che lavori in simbiosi col cervello”. Esperimenti di “neural lace”, il collegamento di chip alla materia organica, sono stati già condotti su cavie. Per non farci fregare dai robot AI, crede Musk, non abbiamo altra carta che diventare cyborg.