I Misteri del Cosmo

Gli alieni ci cercano ?

Gli alieni ci cercano ?

Molti di noi, quando alzano lo sguardo al cielo stellato, cercano dei segnali per capire se c’è qualche altra forma di vita nell’Universo. Due astrofisici della McMaster Univerity in Canada, Rene Heller e Ralph Pudritz, hanno capovolto il problema e si sono chiesti invece se non fossero gli alieni a cercare noi
. In particolare, i due si sono chiesti se qualche forma di vita intelligente extraterrestre si stia prodigando nel cercare segni di vita, come stiamo facendo noi, utilizzando la tecnica dei transiti.

Ora, il transito è quel periodo specifico in cui un corpo celeste con il suo passaggio nasconde, totalmente o parzialmente, la presenza di un altro corpo ad un’eventuale osservatore. Essendo questo un periodo definibile dalle caratteristiche orbitali sia dei due corpi osservati, che da quelle del corpo da cui si trova l’osservatore è anche un metodo fondamentale nel rilevamento indiretto di pianeti extrasolaricome Kepler-452b. In questo caso “basta” calcolare quanta luce viene oscurata dal transito: in questo modo si può avere un’idea della massa e di alcune caratteristiche del esopianeta.

«È impossibile prevedere se gli extraterrestri utilizzino le stesse tecniche di osservazione usate da noi – sostiene Heller -, ma sicuramente hanno a che fare con i nostri stessi principi fisici. I transiti della Terra attorno al Sole sono un metodo ovvio per rilevare la nostra presenza».

Come l’astronomia utilizza il meccanismo dei transiti per rilevare la presenza di altri pianeti, qualcun altro potrebbe farlo con il nostro, in buona sostanza. Si tratterebbe secondo i due ricercatori di ottimizzare la ricerca e di concentrarsi su quella parte di cielo in cui un osservatore lontano può notare il transito annuo della Terra davanti al Sole.

In una prima fase, i due ricercatori hanno identificato la regione nel cielo da cui si vedono i transiti a meno di mezzo raggio dal centro del disco solare. I possibili sistemi di pianeti extrasolari che offrono questo punto di vista sono tutti situati in una piccola striscia nel cielo, la proiezione dell’orbita della Terra attorno al Sole sulla sfera celeste. L’area di questa striscia ammonta solo a circa due millesimi di tutto il cielo.

Così facendo si riduce la regione di ricerca e quindi anche i dati da analizzare. Gli osservatori extraterrestri in questa zona, quindi, potrebbero scoprire la Terra con le stesse tecniche che vengono attualmente utilizzate dagli astronomi terrestri per scoprire e caratterizzare gli esopianeti.

La zona di transito è ricca di stelle, ed offre circa 100mila potenziali bersagli, ognuna potenzialmente orbita di pianeti abitabili e lune. «E questo è solo quello che possiamo vedere oggi con le tecnologie al radiotelescopio» dicono gli scienziati.

Una parte di questi pianeti potrebbe essere scoperta con la missione PLATO dell’Agenzia spaziale europea (ESA), prevista per il 2024. PLATO utilizzerà il metodo del transito per trovare piccoli pianeti, alcuni dei quali forse simili alla Terra, intorno alle stelle luminose, Rene Heller sarà coinvolto anche in questa missione.

articolo Aurora Bincoletto

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