Gli astronomi sostengono che Proxima B è più Simile alla terra di quanto si immaginava

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Gli astronomi sostengono che Proxima B è più Simile alla terra di quanto si immaginava

Dalla sua scoperta, avvenuta nel’agosto del 2016, gli studi su Proxima B hanno fatto passi da giganti.

La scoperta dell’esopianeta roccioso più vicino al nostro sistema solare fu accolta con grande entusiasmo da tutta l comunità scientifica. Da quel fantomatico giorno gli studi sul pianeta si sono intensificati, tutti puntava sulla reale sostenibilità della vita di  Proxima B.

Purtroppo tutti gli studi svolti e le ricerche fatte si concludono con scarse possibilità per la vita, ma qui la piccola svolta, perche utilizzando un modello di vita primordiale simile a quello della Terra, la vita potrebbe svilupparsi e adattarsi al pianeta.

Lo studio, che di recente è apparso nelle Comunicazioni del mensile Royal Astronomical Society , è stato condotto da Jack O’Malley-James e Lisa Kaltenegger, associato e direttore del ricercatore dell’Istituto Carl Sagan presso la Cornell University.

Nonostante la potenzialità di abitabilità dei sistemi di nane rosse siano molte ( le nane rosse sono le stelle più comuni nell’universo, solo nella via lattea rappresentano  85%), presentano anche molti ostacoli.

Il principale ostacolo all’abitabilità di questi mondi è l’attività delle loro star ospitanti. Le eruzioni stellari regolari possono bagnare questi pianeti con livelli elevati di radiazioni dannose dal punto di vista biologico. Inoltre, per periodi più lunghi, l’attacco delle radiazioni a raggi X ha caricato i flussi di particelle delle stelle ospitanti ponendo le atmosfere di questi pianeti a rischio di essere spogliati nel tempo se un pianeta non può ricostituire sufficientemente la sua atmosfera. veloce.

O’Malley-James

Per determinare se la vita potesse prosperare su Proxima B, O’Malley James e Kaltenegger hanno reso in considerazione le condizioni di vita sulla Terra 4 miliardi di anni fa.

Il risultato sorprendente è stato che i livelli UV sulla superficie erano più alti di quelli che sperimentiamo oggi sulla Terra. Tuttavia, il risultato interessante è stato che i livelli UV, anche per i pianeti attorno alle stelle più attive, erano tutti inferiori a quelli sperimentati sulla Terra. Sappiamo che la giovane Terra ha sostenuto la vita, quindi il caso della vita sui pianeti nei sistemi stellari M potrebbe non essere impossibile, dopotutto.

Gli astronomi sostengono che Proxima B è più Simile alla terra di quanto si immaginava

Questo indica che potrebbe essere già possibile che su Proxima B e su altri pianeti simili la vita primordiale sia già in atto.

I risultati di questo studio ci impongono di studiare a fondo i dati relativi alla vita sulla Terra qualche miliardo di anni fa; un mondo di microbi unicellulari e procarioti che vivevano con alti livelli di radiazioni UV. Questa antica biosfera potrebbe avere le migliori coincidenze con le condizioni nei pianeti abitabili attorno alle stelle M attive, in modo che potessero fornirci i migliori indizi nella nostra ricerca di vita in questi sistemi stellari.

Ora gli astronomi ricercatori sanno che la vita primordiale è possibile su miliardi di pianeti rocciosi nell’universo, e probabilmente su molti di questi la vista si e già evoluta o starà evolvendo.

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