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GLI IPERBOREI

Chi sono gli Iperborei a cura di Lucio Tarzariol

Il termine Iperborei deriva dal greco antico e significa gente da “oltre il vento del Nord”. Questo popolo abitava la leggendaria Iperborea. In questo regno di pace e abbondanza c’era l’eterna primavera, il sole splendeva giorno e notte, ed era praticamente inaccessibile perché era protetta da enormi pareti di ghiaccio trasparenti.

Né si poteva accedere con mezzi di trasporto convenzionali, dal momento che questo enigmatico “paradiso” era custodito da potenti razze di semidei chiamati per l’appunto Iperborei. Questo popolo era formato da esseri altamente psichici che non conoscevano ne la vecchiaia ne la malattia; erano una società avanzata, amante dell’arte e della pace, erano esseri molto alti, con gli occhi blu, capelli biondi e la pelle molto bianca, questa antica razza ha origine extraterrestre come gli atlantidei. Si pensa che una parte di questa civiltà sia tuttora presente all’interno del pianeta Terra. Infatti alcuni scienziati hanno confermato che ci sarebbero aperture nei poli e che potrebbero servire come ingressi a un mondo sotterraneo nascosto.

Secondo alcune testimonianze, uno di questi accessi a quei luoghi nascosti si celerebbe anche presso il Monte Shasta in California. Qui incuriosisce il fatto che esista in California trai gli indiani Paiute anche una leggenda che vede una razza con un’alta tecnologia, un popolo chiamato Hav musuvs  o  Suvians.  Si racconta che:

“‘Quando il mondo era giovane, e questa valle che ora è deserto, era un lussureggiante porto nascosto di un mare azzurro che si estendeva da metà delle montagne fino al Golfo della California, si dice che il Gli Hav-musuvs arrivarono qui in enormi navi a remi, trovarono grandi caverne nei Panamints e in essi costruirono una delle loro città. Con il passare dei secoli il clima cominciò a cambiare. L’acqua nel lago scese fino a quando non vi fu più una via per il mare.

“Quando gli Hav-musuv non poterono più usare le loro grandi navi a remi, iniziarono a pensare ad altri mezzi. Sappiamo che iniziarono a usare canoe volanti. All’inizio non erano grandi, queste navi argentee con le ali. Si muovevano con un leggero ronzio e un movimento simile al volo di un’aquila.

Si dice anche che alcuni discendenti degli iperborei, nel corso del tempo e della storia dell’umanità siano venuti in superficie e si siano adattati con altre culture primeve migrando verso terre più meridionali mescolandosi, per l’appunto, con altri gruppi etnici e abitanti di diverse regioni del pianeta, come l’Islanda e l’Europa, così come le terre  himalayane, o il continente americano, contribuendo alla conoscenza della matematica, dell’astronomia e dell’agricoltura. Un’antica tradizione tibetana dice che: “L’Isola Bianca (Iperborea) è l’unico luogo che è sfuggito al destino generale di tutti i continenti dopo la catastrofe.

Non può essere distrutta dall’acqua o dal fuoco poiché è la Terra Eterna”. Gli Iperborei, secondo Ecateo di Mileto (VI secolo a.C.), abitavano all’estremo Nord, tra l’Oceano e i monti Rifei. Da questi racconti appare sempre più chiara la possibilità che ci sarebbe un gruppo di alieni ‘umanoidi’ che avrebbero la facoltà di integrarsi facilmente con la società umana tanto da essere indistinguibili dal resto dell’umanità. De resto già il diario” dell’ Ammiraglio Richard Byrd, parla di una spedizione segreta nel Polo Nord, avvenuta nel 1947 dove fu scoperto un ingresso sotterraneo di una civiltà extraterrestre avanzata con caratteristiche nordiche. Ecco un piccolo estratto del diario: “Il Maestro continuò: “Dal 1945 in poi abbiamo tentato di entrare in contatto con la vostra razza, ma i nostri sforzi sono stati accolti con ostilità: fu fatto fuoco contro i nostri flugelrads. Si, furono persino inseguiti con cattiveria e animosità dai vostri aerei da combattimento.

Così ora, figlio mio, le dico che c’è una grande tempesta all’orizzonte per il vostro mondo, una furia nera che non si esaurirà per diversi anni. Non ci sarà difesa nelle vostre armi, non ci sarà sicurezza nella vostra scienza. Imperverserà fino a quando ogni fiore della vostra cultura sarà stato calpestato, e tutte le cose umane saranno state disperse nel caos. La recente guerra è stata soltanto un preludio a quanto deve ancora avvenire alla vostra razza. Noi qui possiamo vederlo più chiaramente ad ogni ora… crede che mi sbagli? “. “No, risposi, è già successo una volta in passato; giunsero gli anni oscuri e durarono per cinquecento anni”. “Si, figlio mio, replicò il Maestro, gli anni oscuri che giungeranno ora per la vostra razza copriranno la terra come una coltre, ma credo che qualcuno tra voi sopravviverà alla tempesta, oltre questo non so! Noi vediamo in un futuro lontano riemergere, dalle rovine della vostra razza, un mondo nuovo, in cerca dei suoi leggendari tesori perduti, ed essi saranno qui, figlio mio, al sicuro in nostro possesso.

Quando giungerà il momento ci faremo nuovamente avanti per aiutare la vostra cultura e la vostra razza a rivivere. Forse per allora avrete appreso la futilità della guerra e della sua lotta… e dopo quel momento, una parte della vostra cultura e scienza vi saranno restituite cosi che la vostra razza possa ricominciare. Lei, figlio mio, deve tornare nel Mondo di Superficie con questo messaggio…”. Con queste parole conclusive il nostro incontro sembrava giunto al termine……”

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Written by Sigilli

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