La Cura nativa

Le procedure di cura arcaiche

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La Cura nativa

Per cura nativa si intende un insieme di procedure utilizzate in innumerevoli culture arcaiche, alcune delle quali sopravvissute fino ad oggi.

C’è chi chiama queste comunità culture naturali. Si tratta di insiemi di individui che possono andare da poche unità fino a gruppi estremamente numerosi e che abitano a stretto contatto con la natura in montagne, foreste, deserti, oasi, savane, aree marine, isole, arcipelaghi, campagne.

Si tratta in sostanza di comunità non urbanizzate o urbanizzate pochissimo. Alcune di queste possono trovarsi in prossimità di centri urbani più o meno grandi e poche possono essere addirittura state inglobate nelle metropoli. È il caso quest’ultimo, per esempio, di culture nomadi come quelle dei gitani o zingari che dir si voglia. In ogni caso in generale con culture native ci si riferisce a gruppi viventi a stretto contatto con la natura e che hanno mantenuto vive credenze, procedure, metodologie, sistemi per sopravvivere, vivere, curarsi, procacciarsi il cibo, curarsi, nutrirsi, divertirsi, spiegare la natura della vita a dell’universo.

La cultura cosiddetta razionale-meccanica-scientifica-tecnologica-urbana ha via via, nel corso dei secoli, sfruttato e distrutto le aree naturali, restringendo progressivamente lo spazio vitale di tali culture. In generale, specie in passato queste culture sono state considerate arretrate, superstiziose, inutili e non al passo con i tempi. Il dubbio che questa idea fosse errata cominciò a sorgere verso la fine dell’epopea coloniale, dopo che i rimasugli di queste stesse culture erano stati distrutti dall’avanzata della razionalità, del meccanicismo, dell’organizzazione, inclusa quella spirituale, e dal braccio violento della chiesa, l’Inquisizione. Le prime avvisaglie si possono trovare in libri come quello di Daniel Defoe, Robinson Crusoe, che risale al XVIII secolo. Da allora si sono sviluppate e moltiplicate le idee che ritenevano le culture primitive in realtà delle cattedrali di ricchezza culturale, umana e spirituale, per arrivare nel XX secolo a pensatori come C.G. Jung e Mircea Eliade. Negli anni ’70 del secolo scorso poi i libri di Carlos Castaneda, considerato dall’antropologia accademica un impostore, contribuirono fortemente al radicarsi del recupero della considerazione profonda delle culture native. Gli studi di antropologi dalla mente aperta si sono poi moltiplicati, pur rimanendo una piccolissima nicchia in un panorama accademico generalmente rigido e conservatore. Recenti studi di paleoantropologia d’altra parte spiegano come la vita nel lunghissimo periodo erroneamente definito “preistoria” che va dal paleolitico al neolitico, fosse ben più ricca, piacevole, profonda e articolata di quanto si credesse, anche sul piano materiale.

Le culture naturali sopravvissute, oggi spessissimo presentano una ricchezza di contenuti sorprendente, che va dall’abbigliamento alle concezioni filosofiche, dalla spiritualità all’uso del colore, dall’artigianato alla cucina e tutta una quantità di altri aspetti, inclusa la cura. Generalmente tra i nativi la cura, come del resto spesso anche in culture occidentali, è legata alla spiritualità. Le due cose non sono disgiunte. L’idea di medicina psicosomatica e poi di medicina psicospirituale faticosamente raggiunte nel XX secolo dall’occidente, sono la norma nelle cure native. I nativi dispongono di fatto non di una serie di credenze superstiziose, ma di una vera e propria tecnologia medico-spirituale, che utilizza elementi precisi.

Tali elementi sono:

  • l’orientamento nello spazio, quindi il concetto di quattro e sette direzioni, di alto, basso e centro
  • la sacralità di ogni elemento, anche il più piccolo, che compone l’esistenza, dalla vita stessa a qualsiasi altra cosa
  • il rapporto con la materia e gli elementi naturali, e quindi terra, aria, acqua, fuoco ed etere
  • gli oggetti cosmici, come luna, sole e stelle
  • le piante come esseri viventi e senzienti
  • le piante come dispensatrici di farmacopea
  • le piante come nutrimento
  • le piante come sostanze da inalare e respirare
  • gli animali come alleati nell’alimentazione
  • gli animali come alleati nel viaggio spirituale
  • gli animali come simboli
  • gli animali come fornitori di pelli, piume, ossa
  • gli elementi simbolici e cosmici, questi per la verità sono innumerevoli, per la semplice ragione che qualsiasi cosa, oltre ad essere una cosa, è anche un simbolo. Comunque tra le innumerevoli cose possiamo ravvisare simboli potenti nella caverna, nel cosmo, nel fiume, nelle acque primordiali, nella foresta, nelle montagne, gli elementi cosmici già visti prima
  • la cerimonialità e la celebrazione
  • il suono e strumenti che producano suoni come voce, tamburo, sonagli, ossa
  • la luce e il buio
  • la danza e le posture corporali
  • la respirazione
  • la bocca come trasmettitore e aspiratore di energie
  • il gruppo e le relazioni
  • le mani utilizzate per trasmettere energia e amore e per pulire sul piano energetico
  • il vedere e lo sguardo
  • i centri energetici del corpo
  • i capelli
  • l’alimentazione e il digiuno
  • odore, profumi, fumo e suffumigi
  • gli oggetti di potere trovati in natura o modificati e costruiti
  • ventagli e artigianato sacro
  • cristalli e amuleti
  • le costruzioni simboliche e cerimoniali
  • gli antenati
  • il racconto e la parola
  • il canto e la preghiera
  • il silenzio e il buio
  • gli spiriti alleati e guardiani
  • una profonda gratitudine
  • la comunicazione tra umani, tra umani, piante e animali e con gli elementi della natura
  • la presenza e la consapevolezza
  • l’umorismo
  • la coscienza e gli stati modificati di coscienza
  • il viaggio in terra e nelle terre invisibili
  • l’anima e il recupero dell’anima
  • la fede
  • strumenti come bastone, canoa, capanna, arco e frecce, lance, asce

Come si può vedere il complesso di elementi simbolici e concreti è estremamente ricco e complesso. Ognuno di questi singoli elementi può essere considerato e impiegato in combinazione con uno o molti altri, generando una infinità di situazioni. Situazioni con le quali interagiscono individui sia con il corpo che con la mente, lo spirito e le emozioni. Questo complesso sistema di interazioni, con determinate procedure, sviluppate da individui o gruppi esperti che se le trasmettono di generazione in generazione, ieri solo oralmente, attraverso simboli e con la pratica, oggi anche con testi scritti e corsi organizzati, genera cura. In pratica queste cure avvengono con individui o interi gruppi con i quali si prega, si canta, si suonano i sonagli o il tamburo, si invoca l’aiuto degli spiriti, si ringrazia, si impongono le mani, si estraggono energie negative, si dialoga, si guarda, si accarezza, si da presenza, si ride, si viaggia in altri mondi, si crede. In questa cura esiste un elemento fondamentale: l’Amore. Non si tratta di “voler bene” ed essere “buoni”. Si tratta della consapevolezza di essere tutti parte di una unità che sopravvive e si sviluppa in maniera incomprensibile e si evolve, sorretta, a differenza da quanto sostiene la logica darwinista, non dalla competizione, bensì dalla cooperazione. Le comunità native sono cooperative quando sono sane, come lo è tutto l’universo, diventano competitive quando si ammalano, quando soffrono, per qualche ragione, un qualche tipo di disagio.

Di fatto oggi ci sono persone competenti che utilizzano questi sistemi di cura che non sono sostitutivi, bensì complementari di altri sistemi come la medicina razionale, la chirurgia, la farmacologia. I sistemi di cura possono cooperare anch’essi. L’irrazionale non è l’antitesi del razionale, bensì il suo naturale complemento. L’errore della cultura occidentale è stato proprio quello di considerare la ragione come unico elemento valido per l’evoluzione. Non è così. Non è così per ragioni, paradossalmente, logiche, ma è anche dimostrato dal cocente fallimento del sistema planetario gestito e amministrato dalla ragione dell’uomo occidentale. Un sistema fallimentare e ormai alla fine.

Ma non è affatto detta l’ultima parola. La natura e l’universo sono durissimi a morire e rinascono continuamente dalle loro ceneri. Infiniti segnali ci fanno credere che potremmo avviarci, se le coscienze si sveglieranno, verso un periodo d’oro di pace, prosperità e armonia.

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