Scienza & Tecnologia

La sonda Cassini e il “modem” che si accende tra gli anelli di Saturno

La sonda Cassini e il “modem” che si accende tra gli anelli di Saturno

Dunque: sotto la crosta gelata di Encelado ci sono “ciuffi” di vapore simili ai geyser e si cercano forme possibili di vita (anche se solo a livello di microbi o dintorni, si affrettano a precisare gli scienziati).

Ma mentre il satellite di Saturno finisce sotto la lente di ingrandimento, il pianeta balza al centro dell’attenzione per qualcosa di sorprendente: sembra quasi che da quelle parti qualcuno si diverta ad accendere un modem. Ne abbiamo parlato in lungo e in largo su Corriere.it e qui sopra (se avete la pazienza di “resistere” per qualche secondo alla pubblicità) trovate un contributo multimediale che non mancherà di colpirvi.

Il rumore tra le stelle era previsto, nella comunità scientifica. Ma non quel tipo di rumore. Come hanno scritto giustamente i colleghi del sito, in quello che è arrivato fino a noi c’è poco Star Trek e molto “dial-up”.

Questo, almeno, appare da quanto ha inviato la sonda Cassini della Nasa, che lo scorso 26 aprile si è tuffata per la prima volta nello spazio tra l’atmosfera superiore di Saturno e il primo anello, una regione di circa 2000 chilometri. Nessuna sonda finora s’era mai avvicinata tanto a Saturno: Cassini a metà settembre sarà fatta precipitare sul pianeta, dopo che avrà completato 22 passaggi tra gli anelli.

Il rumore strano ha sorpreso non poco chi segue l’andamento della sonda. “È stato un po’ disorientante, non abbiamo sentito quello che ci aspettavamo di sentire”, ha detto William Kurth, responsabile del Radio and Plasma Wave Science, uno dei sensori che sporgono al di fuori dallo scudo rappresentato dell’antenna.

La registrazione è sostanzialmente statica con alcuni rumori metallici irregolari, hanno precisato al della Nasa. Uno dei maggiori timori era che nell’attraversare il piano degli anelli, Cassini potesse scontrarsi con una gran quantità di particelle e polveri.

Così finora non è stato: le particelle presenti nella zona erano pochissime e nessuna di queste aveva dimensioni superiori a 1 micrometro. Quali riflessioni lascia questo tuffo tra gli anelli? Per me una sola, fondamentalmente: l’esplorazione del cosmo ci riserverà un sacco di sorprese e solo con approccio umile e “flessibile” sapremo affrontare novità che inevitabilmente ci condurranno alla risposta al quesito che tutti noi ben conosciamo. Come caratterizzare il tutto con un’immagine?

A me viene quella della barca che naviga tra le onde: bisogna tenere la rotta, ma anche farsi portare dal moto. Oppure, quella del surfista: sull’onda devi rimanere adattandoti: se forzi, cadi. E se noi saremo così presuntuosi da non immedesimarci con le onde dell’universo (e con le sue sorprese), finiremo surclassati. Forse la scoperta di E.T. è solo una questione di fasatura con un ambiente che ci sta banalmente mettendo alla prova

Tags

Nuovo Universo

Appassionato di spazio, alieni e misteri, ho deciso di creare questo Web/Blog sperando che possa dilettarvi nella lettura.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker