Oxford risponde alla domanda: ‘Che aspetto potrebbero avere gli alieni?

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Una delle domande che tutti si pongono, è quale potrebbe essere l’aspetto degli #alieni. Questa volta risponde l’università di Oxford, con un articolo pubblicato sull’International Journal of Astrobiology, chiamato “Darwin’s Aliens”.

Gli scienziati che hanno partecipato a questa ricerca sono stati Samuel R. Levin, Thomas W. Scott, Helen S. Cooper e Stuart A. West. Andiamo a vedere i risultati dello studio e scopriamo perché l’articolo scritto dai ricercatori si chiama “Darwin’s Alien”, ovvero gli alieni di Darwin.

L’evoluzione di Darwin

Secondo gli scienziati il modello fornito dalla teoria dell’evoluzione di Darwin, sarebbe applicabile per lo sviluppo delle forme di vita aliene.

I ricercatori sostengono che l’aspetto delle forme di vita #extraterrestri vari a seconda del pianeta su cui sono ospitati, poiché gli alieni, in accordo con la teoria esposta dallo stesso Darwin nella sua “Evolution of the species”, muterebbero, cambiando le loro caratteristiche fisiche per adattarsi all’ambiente che li circonda, proprio come noi.

Nonostante questo, è quasi impossibile, con le poche informazioni che abbiamo a disposizione, definire con certezza l’aspetto che potrebbero avere gli extraterrestri, poiché questo cambia appunto a seconda delle condizioni ambientali dei vari pianeti. Un altro quesito, a cui ha risposto la #scienza durante il corso della scorsa settimana è perché gli alieni non ci abbiano ancora contattato.

DNA e XNA

Ma la difficoltà nell’individuare l’aspetto che gli alieni avrebbero preso per adattarsi al pianeta, non sta solo nel capire quali condizioni il corpo celeste che li ospita manifesti, ma anche scoprire su quale base sono codificate le loro informazioni genetiche.

Infatti, come riporta The Guardian, il fatto che la vita sulla Terra si basi sul carbonio e le informazioni genetiche siano codificate sul DNA (DeoxyriboNucleic Acid), non vuol dire che anche le loro lo siano, siccome potrebbero, a titolo di esempio, basarsi sul silicone, e in quel caso avrebbero l’XNA (Xeno nucleic acid).

L’universo vanta milioni di miliardi di pianeti abitabili, solo nella nostra galassia il 20% di essi potrebbe ospitare la vita, ma solo sull’1% è effettivamente fiorita, questo vuol dire che le varianti dell’aspetto che potrebbero avere gli alieni sono molto ampie. Ma, secondo alcuni, gli extraterrestri ci hanno già visitato e la scoperta di due piramidi sottomarine ne sarebbe la prova.

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