Ritorno alle nostre origini extraterrestri.

Ritorno alle nostre origini extraterrestri.

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Ritorno alle nostre origini extraterrestri.

Circa 80 anni fa, alcuni antropologi americani durante l’analisi comparata condotta sugli scheletri di antichi cavernicoli e su antiche scimmie sono giunti a una sorprendente conclusione . Circa cinquantamila anni fa sul pianeta Terra scese una navicella spaziale a bordo della quale vi erano degli strani Umanoidi per nulla simili a quelli presenti sulla Terra.

La cosa sorprendente fu che gli scheletri femminili scoperti dagli scienziati erano molto simili a quelli dei primati, per cui giunsero alla conclusione che i primi ominidi di sesso femminile avevano la capacità di spostarsi solo su quattro zampe contrariamente a quei misteriosi viaggiatori spaziali di sesso maschile che erano in grado di camminare in posizione retta .

Infatti gli scheletri maschili rinvenuti dagli antropologi avevano dimostrato che la loro struttura era in grado di sopportare una posizione retta, come quella del moderno terrestre. Per spiegare questo paradosso Lin e Berger osarono formulare una curiosa teoria. Una volta giunti ??sulla Terra questo Umanoidi avrebbero fatto delle donne una sorta d’incubatrice biologica progettata per mettere al mondo delle creature ibride.

L’ipotesi, naturalmente, potrebbe sembrare folle, nonostante tentasse di sottolineare una serie di discrepanze nella struttura anatomica, completamente diversa tra il corpo maaschile e quello femminile. Secondo la teoria proposta dai due ricercatori, la nave aliena era destinata a trasportare solo uomini, perché, come suggerito da Lin e Berger, la navicella avrebbe dovuto fungere come una sorta di “prigione cosmica”. Molto probabilmente erano solo dei ladri o assassini destinati a scontare le loro colpe su pianeti lontani .

Durante il loro viaggio punitivo si sarebbero ribellati e costretti ad atterrare sulla Terra a seguito di un’improvvisa avaria della loro prigione galattica.
Naturalmente, una volta atterrati sul nostro pianeta, essi dimostrarono tutto il alto lignaggio in contrapposizione a quello dei primitivi Umanoidi terrestri, perché non solo riuscirono ad accoppiarsi con i primitivi primati più vicini alla loro struttura corporea, ma praticarono sulle donne alcune mutazioni genetiche in modo da permettere loro di camminare su due gambe e non più a carponi come gli animali selvatici .

In modo progressivo le femmine terrestri furono selezionate affinché’ umanizzassero l’intero Pianeta Terra mentre i visitatori extraterrestri si videro costretti ad esiliare lontano dalla loro civiltà nativa che bel frattempo si era inesorabilmente degradata. La prole dell’uomo primitivo perse gran parte della conoscenza ottenuta dai loro antenati extraterrestri.

A sostegno della teoria apparentemente folle, vengono citati altri fatti che farebbero inorridire gli evoluzionisti Darwiniani. Una di queste discrepanze è stata la capacità di creare utensili che quasi simultaneamente apparvero su tutto il nostro pianeta. Il bronzo, che logicamente doveva essere antecedente alla tecnica di forgiatura di un metallo sconosciuto, per qualche ragione scomparve dalla storia del genere umano . I sostenitori del paleocontatto sarebbero riusciti a raccogliere altre incredibili prove a sostegno di tale teoria .

Ora, se si considera l’improvvisa capacità ingegneristica degli antichi abitanti della Terra che di punto in bianco furono in grado di edificare enormi monumenti, appare ovvio che tali conoscenze potrebbero essere state condivise dagli antichi naufraghi alieni atterrati sulla Terra in modo del tutto accidentale. Nella metà del 19° secolo, i ricercatori U.Bullosu e K.Dzhilmoru avevano scoperto all’interno della dura lava vulcanica del Kentucky, i resti fossilizzati di una strana creatura la cui struttura ossea molto simile a quella umana sembrava indicare la sua capacità di camminare su due gambe.

La strana creatura era munita di cinque dita opponibili tra loro, quindi doveva essere particolarmente evoluta. Inoltre,durante la mitica corsa all’oro,furono scoperti in California degli scheletri di Umanoidi vissuti cinquanta milioni di anni fa.

Lo scienziato ed esploratore ZakariyaSitchin aveva pubblicato un lungo articolo dal titolo intrigante: “Il caso dei geni alieni … Adam”, in cui si afferma che l’origine dell’uomo vada attribuita all’ingegneria genetica condotta dagli antichi astronauti provenienti dal Nibiru, gli Annunaki.

L’intera essenza della teoria evolutiva degli esseri umani formulata da Sitchin mira a sostenere che la vita sulla Terra sia comparsa a seguito dell’intervento di una civiltà estremamente avanzata approfittando dell’avvicinamento al Sole del loro pianeta natale,Pianeta X, la cui ciclicità’ astronomica e’ stata stimata intorno ai 300 mila anni.Una volta sbarcati sulla Terra, gli sperimentatori genetici avrebbero creato la razza umana destinata ad esaudire ogni loro capriccio e ad essere schiavizzata in modo che venisse impiegata all’interno di enormi giacimenti auriferi. Ciò dimostrerebbe che gli alieni sono effettivamente interessati alle nostre risorse energetiche e ai minerali particolarmente preziosi.

Fonte:

https://architetti-del-tempo.blogspot.it/2017/02/ritorno-alle-nostre-origini.html

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