Rovine aliene nel sistema solare?

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Rovine aliene nel sistema solare?

Le ultime fotografie inviate sulla Terra dalla sonda Orbiter per la ricognizione di Marte ci mostrano alcune immagini molto interessanti del nostro vicino, il Pianeta Rosso.

Appaiono in regolari formazioni geometriche, per lo più quadrate e alcune circolari, che se fossero state presentate a un archeologo dicendo che erano state prese da un aereo in una zona terrestre, come il Medio Oriente o l’America andina, sicuramente sarebbe stato convinto che mostrano i resti archeologici di antiche città sepolte per metà dal passare del tempo.

Queste immagini sono state accuratamente esaminate da una legione di fan per rilevare le formazioni sempre più numerose di strano aspetto che sono state localizzate su diversi pianeti e satelliti del sistema solare. Sono, per il momento, l’ultimo anello di un lungo rosario di misteri. Il volto unico dell’aspetto umanoide che appare nella regione marziana di Cydonia, con le piramidi e le fortezze che la circondano, fa parte del presunto campo archeologico extraterrestre. Ma praticamente in ogni stella che è stata esaminata dai curiosi occhi terrestri, direttamente o attraverso sonde automatiche, sono comparse immagini misteriose che evocano una possibile origine artificiale. Strane formazioni geometriche sulla Luna, un monolito sul satellite marziano Phobos, formazioni dall’aspetto artificiale su satelliti di Giove come l’Europa e Saturno, come Teti e Giapeto Anche nella Venere «infernale» sono state rilevate una serie di formazioni con un aspetto regolare sospetto.

Marte misterioso

Tuttavia, Marte rimane di gran lunga la stella enigmatica per eccellenza. Le immagini che sono arrivate grazie alle diverse sonde spaziali inviate hanno mostrato una serie di dettagli che, per molti ricercatori, indicano una possibile origine artificiale. Il Pianeta Rosso ha sempre stimolato l’immaginazione dell’umanità e, già nel 1877, le osservazioni dell’astronomo Giovanni Schiaparelli hanno dato origine alla convinzione che esistessero numerosi canali artificiali su Marte. I progressi nelle indagini hanno mostrato che quelle presunte strutture erano dovute a scarsa osservazione. Tuttavia, ciò non significava che nuovi enigmi non sarebbero apparsi successivamente sull’arida superficie marziana.

L’esempio più noto di possibili formazioni artificiali su Marte è quello della famosa faccia umanoide della regione di Cydonia. Originariamente fotografato dalla sonda Viking 1 nel 1976, il suo aspetto impressionante, che ricordava a molti lo stile dell’antico Egitto, rimane una sfida per molti studiosi. Sebbene alcune delle più recenti immagini divulgate, come quelle ottenute da Mars Global Surveyor otto anni fa, sembrano indicare che si tratta di una formazione di origine naturale. Ma non tutti sono d’accordo. Il Dr. Horace Crater, dell’Istituto spaziale dell’Università del Tennesse, ha condotto uno studio dettagliato della nuova immagine che ha mostrato l’esistenza di una serie di simmetrie che indicano un’origine innaturale. Tom van Flandern, ex direttore dell’Osservatorio navale statunitense, giunse a una conclusione simile.

Il volto misterioso non è l’unico mistero di Cydonia, perché in quella stessa area ci sono molte formazioni anomale che sembrano essere distribuite secondo uno schema intelligente. Un’apparente piramide, una formazione che, per la sua curiosa geometria, era chiamata “la fortezza”, e quelle che sembrano le rovine di un’antica città sono alcune delle formazioni anomale nella zona. Nel giugno 1999, il cratere Horace, Mark Carlotto “specialista in tecniche di elaborazione delle immagini” e il professore di filosofia Stanley McDaniel, hanno presentato un rapporto al Congresso della American Geophysical Union in cui hanno calcolato che la probabilità che gli allineamenti e le simmetrie rilevati erano dovuti al caso era solo 31 tra i due milioni. Qualcosa di veramente molto difficile da attribuire al caso.

Ma Cydonia non è l’unica area su Marte in cui sono state apprezzate le possibili costruzioni artificiali. Valle Marineris e Ares Vallis sono altre due regioni in cui sono state rilevate formazioni che seguono schemi geometrici che sembrano indicare un’origine innaturale. In Syrtis Major, ad esempio, la sonda Surveyor globale di Marte ha ottenuto un’immagine in cui appare una nuova testa dall’aspetto umanoide, che è parzialmente sepolta, e accanto ad essa un pittogramma e quella che sembra una gigantesca scultura di un animale. In altre aree le strane formazioni assomigliano a giganteschi cilindri, tubi semi-interrati o ponti.

Richard Hoagland, uno dei più perseveranti divulgatori dei misteri di Marte, ha recentemente diffuso il confronto di una serie di immagini della superficie marziana, ottenute dalla sonda Mars Reconnaisance Orbiter, con altre in vista a volo d’uccello di resti archeologici sulla Terra . E i risultati sono più suggestivi. Le vedute marziane ricordano quelle di una città sepolta in Iran, con numerosi dettagli di aspetto architettonico, formazioni rettangolari e anche alcune circolari.

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Monoliti, frecce e la stella della morte

I satelliti di Marte sono sempre stati circondati da un’aura di mistero, in particolare Phobos, che ha un movimento più veloce della rotazione del pianeta, uno dei motivi per cui è stato ipotizzato sulla sua origine artificiale. L’arrivo delle sonde fotografate ha chiarito i dubbi. I fobos, come Deimos, non sono altro che una grande roccia spaziale. Tuttavia, è possibile che entrambi contengano ancora qualche mistero. Un’immagine della superficie di Phobos ottenuta dalla sonda Surveyor globale di Marte ha rivelato l’esistenza di una curiosa formazione che assomiglia a un monolito. Le immagini, sebbene non tanto chiare quanto sarebbero desiderabili, mostrano quella possibile struttura gigante e la grande ombra che proietta.

Man mano che le sonde spaziali hanno raggiunto i diversi corpi del sistema solare, il catalogo delle anomalie, delle formazioni di apparente origine artificiale, è stato ampliato. Anche nella Venere infuocata, con condizioni ambientali molto difficili da immaginare compatibili con la vita, sono state trovate formazioni sospettosamente simmetriche. Le immagini all’interno del cratere Danilova inviate dalla sonda Venus Express mostrano alcune di quelle formazioni rettilinee che sembrano troppo regolari per essere una semplice opera casuale.

Le prime sonde che hanno studiato i sistemi delle lune di Giove e Saturno, che sono quasi piccoli sistemi solari, hanno anche trovato prove di possibili forme geometriche di origine artificiale. L’Europa, il satellite di Giove, mostra sulla sua superficie una serie di intricate forme rettilinee, come una rete, in cui molti vedono un’opera intelligente e non il semplice capriccio della natura. Un altro esempio è Tethys, una delle lune di Saturno, la cui superficie rappresentava chiaramente quella che sembra una freccia gigante, sebbene possa essere una semplice coincidenza geologica, nonché la serie di anomalie che circondano un altro dei satelliti di Saturno, Iapeto.

Dopo aver analizzato le immagini di questa luna catturata dalla sonda Cassini-Huygens, Richard Hoagland pensò di aver scoperto il segreto di Japet, che non è altro che la sua origine artificiale. Sebbene sia difficile concepire quale tipo di tecnologia sarebbe in grado di produrre una sfera di 1.500 chilometri di diametro, non si può escludere che una civiltà molto più avanzata della nostra possa eseguire lavori di ingegneria su scala planetaria.

Tra le anomalie più importanti di Japeto c’è la presenza di un gigantesco anello equatoriale, che si innalza sopra i venti chilometri di altezza e che, secondo Hoagland, sarebbe il rinforzo che si unirebbe alle due metà emisferiche che formerebbero il satellite. Inoltre, una serie di motivi geometrici può essere vista sulla sua superficie, che potrebbe essere la chiave per la composizione di questa possibile stella artificiale, una sorta di versione “Death Star” della saga del film di Star Wars. Sarebbe formato da icosaedri troncati, con una forma molto simile a quella sferica, sebbene non esattamente la stessa. Il segreto di questo satellite artificiale sarebbe la sua composizione: nanotubi di carbonio, il materiale noto più resistente allo stress.

Molto più vicino, sulla Luna, ci sono anche indicazioni di possibili strutture artificiali. Almeno questo è ciò che alcuni ricercatori credono. Le diverse missioni che negli anni ’60 indagarono sul nostro satellite – sia con equipaggio che “automatico” – catturarono numerose immagini, molte di alta qualità, mostrando alcune strane formazioni che non sembrano naturali. In una fotografia ottenuta da Apollo 8, appare la prima missione con equipaggio che ha raggiunto l’orbita lunare, il cratere Magellano, di circa 35 chilometri di diametro, e al suo interno appare una grande struttura che misura tre chilometri per quattro. Altre immagini del cratere Ukert consentono di apprezzare la presenza di formazioni di forma triangolare, mentre alcune mostrano cupole, ponti o quelli che sembrano grandi edifici cristallini.

Sia sulla Luna, su Marte o sulle lune di Giove e Saturno, si stanno accumulando indicazioni di possibili resti di civiltà non umane. Tuttavia, dovremo aspettare che i primi astronauti raggiungano questi “siti extraterrestri” distanti per ottenere una risposta definitiva. Il ritorno sulla Luna, e successivamente l’arrivo su Marte, saranno i primi passi nella ricerca di impronte extraterrestri nel nostro sistema solare.

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