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Siria: dalle fake news alle bombe

Siria: dalle fake news alle bombe

Siria: dalle fake news alle bombe

Quando un video diffuso da un’organizzazione poco affidabile come “White Helmets” scatena una guerra. Il presunto attacco chimico a Douma, non verificato né provato, è bastato all’Occidente per bombardare la Siria. Nessuna testimonianza al di fuori della narrativa ufficiale ha importanza. Siria: dalle fake news alle bombe.

Il video degli “elmetti bianchi” sul presunto attacco chimico contro i civili di Douma ha girato il mondo, ha giustificato un bombardamento da parte degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e della Francia. Nessuno fra chi ha puntato il dito contro Assad si è preoccupato di fornire delle prove né di indagare sull’accaduto, probabilmente, una testimonianza diretta dal posto potrebbe stonare con la narrazione ufficiale del conflitto siriano.

I media russi, fra cui Sputnik, sono riusciti a raccogliere la testimonianza di alcuni bambini protagonisti del famoso video, che hanno svelato i dettagli della messinscena a Douma girata da “White Helmets”. Interviste che i media occidentali e italiani hanno preferito ignorare, evidentemente le notizie provenienti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra sono ritenute sufficienti per conoscere la realtà dei fatti. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Roberto Vivaldelli, caporedattore di Oltre la Linea, autore di “Fake news. Manipolazione e propaganda mediatica, dalla guerra in Siria al Russiagate”.

Siria: dalle fake news alle bombe

In un’intervista ai giornalisti russi dei bambini siriani hanno raccontato del loro coinvolgimento nel video sul presunto attacco chimico a Douma in Siria. Si tratta di una testimonianza che non è stata presa in considerazione dai media italiani. Roberto, perché secondo te queste testimonianze vengono ignorate?

Perché sicuramente non fanno comodo alla narrazione sul conflitto siriano che conosciamo fino ad oggi. I media italiani e occidentali prendono per buona ogni cosa che dicono sia l’Osservatorio siriano per i diritti umani sia gli “elmetti bianchi”. Le testimonianze che vanno nell’altro senso non vengono prese neanche in considerazione, perché sono bollate come propaganda russa.

Questo dimenticando o facendo finta di non sapere chi sono davvero gli “elmetti bianchi” e la realtà dei fatti del conflitto siriano. Si tratta di un’ONG che opera soltanto nelle aree controllate dai ribelli in contatto con le componenti islamiste. Quest’organizzazione è stata fondata da un ex agente dei servizi segreti inglesi, James Le Mesurier.

[penci_blockquote style=”style-3″ align=”none” author=””]Sono tutti fatti che i media occidentali non riportano e questo è molto grave: prendere per buoni tutti i filmati e ogni testimonianza degli elmetti bianchi è un segnale inequivocabile di quanto questi giornalisti siano di parte. Sono testimonianze che si potrebbero anche riportare, però bisogna dire a chi ascolta di chi si tratta in realtà. Non sono una fonte super partes affidabile. Comunque sia queste testimonianze sono bastate per giustificare un attacco missilistico che viola il diritto internazionale secondo molti esperti, anche occidentali. Sul conflitto siriano la narrativa occidentale segue determinate logiche dettate dalla geopolitica e dalla strategia occidentale che comprende anche l’uso dei media.[/penci_blockquote]

Siria: dalle fake news alle bombe

Com’è possibile che sia bastato un video degli “White Helmets”, ONG poco trasparente, per scatenare dei bombardamenti contro la Siria? Da un punto di vista giornalistico come si può spiegare questa vicenda?

È scorretto, ma ciò non mi stupisce molto. Dal 2011 ad oggi è questa la narrazione che abbiamo sentito. Prima c’erano i ribelli moderati, dopo ci si è accorti che così moderati non erano. In seguito hanno messo in piedi quest’ONG, che sicuramente presenta moltissimi lati d’ombra, ignorati dai media italiani e occidentali in generale. Eppure un’ONG fondata da un ex agente dei servizi inglesi dovrebbe destare quantomeno qualche sospetto sulla sua imparzialità.

[penci_blockquote style=”style-3″ align=”none” author=””]Molti hanno scritto che la Russia era contraria in sede ONU ad un’indagine indipendente, mi pare che siano i ribelli oggi a sparare addosso gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche arrivati a Douma. Qualcuno non vuole che l’indagine vada in porto, mentre sia la Russia sia la Siria hanno dimostrato di essere assolutamente disponibili ad un’indagine indipendente. Qualcuno ha deciso di bombardare la Siria senza aspettare l’esito dell’indagine, traendo conclusioni in maniera affrettata e commettendo un gravissimo errore.[/penci_blockquote]

Ai giornalisti che vanno sul campo viene dato meno spazio e nei salotti televisivi non si fa che della retorica senza conoscere la realtà dei fatti. Possiamo dire che la Siria è l’esempio perfetto dove l’informazione viene strumentalizzata a dismisura?

Qualche giornalista in Siria ci è andato, fra questi c’è Robert Fisk dell’Independent, esperto di Medio Oriente. Fisk è andato in Siria, ha scritto un reportage molto bello, ovviamente i soliti l’hanno bollato come giornalista di parte, filogovernativo. Il problema è che gli altri non ci sono nemmeno andati in Siria a verificare. Fino a prova contraria l’opinione di Robert Fisk conta molto di più rispetto a quella di chi in Siria non ci ha messo piede e si accontenta dei lanci di agenzia di parte, così è più comodo e si spende meno tempo. Non si fa però un buon servizio giornalistico in questa maniera.

Siria: dalle fake news alle bombe

Vorresti aggiungere qualcosa sulle fake news attorno alla Siria?

È davvero incredibile come si faccia finta di non sapere cosa rappresentano in realtà gli “elmetti bianchi” e come vengano osannati dall’Occidente con premi di vario titolo. Tutto ciò senza andare ad indagare la biografia dei personaggi che formano quest’organizzazione. Qualcosa in Occidente si è scritto, rispetto alla versione ufficiale sull’attacco chimico, ho trovato tutto sommato prese di posizione da parte di numerosi esperti di intelligence inglesi, americani che hanno posto dei seri dubbi sulla vicenda.

Questa volta non credo che l’apparato giornalistico abbia fatto la cosa giusta, molti hanno espresso scetticismo e molta perplessità rispetto alla versione ufficiale, che effettivamente fa acqua da tutte le parti. Vedremo come evolverà la situazione, speriamo non ci siano nuovi bombardamenti, è stato comunque un atto molto grave.

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