Specola Vaticana e l’ Osservatore Romano : “E’ evangelico cercare altri esseri del creato”

Ancora una volta giunge un’apertura della #chiesa all’esistenza di forme di #vita nel #cosmo, nel corso dei secoli è sempre stata molto prudente sull’argomento, recentemente, attraverso #studiosi #cattolici di altissimo rilievo, ha espresso opinioni di grande apertura e addirittura di entusiasmo.

Già precedentemente abbiamo già trattato l’argomento, la prospettiva che nello spazio ci siano altre forme di #vita #intelligenti, diventa sempre più una consolidata realtà, in questo articolo analizzeremo l’opinione della chiesa cattolica.

La Chiesa cosa ne pensa della possibile esistenza di altre vite intelligenti?

«La Chiesa, in questo campo, si affida alla scienza, alle ricerche scientifiche, ma è anche molto impegnata in queste ricerche. Nel novembre 2009, attraverso la Pontificia Accademia delle Scienze e in collaborazione con la Specola Vaticana, la Chiesa ha realizzato in Vaticano, una iniziativa scientifica che nessuno si aspettava: un Convegno internazionale di astronomi, biologi, geologi e religiosi, che hanno discusso una serie di temi riguardanti l’esistenza di possibili civiltà intelligenti di origine extraterrestre. Erano scienziati provenienti da tutto il mondo, appartenenti a diverse religioni e alcuni anche atei. Studiosi interessati all’argomento che hanno voluto confrontarsi tra di loro e soprattutto con il pensiero della Chiesa. Il cardinale Giovanni Lajolo, portando il saluto del Papa ai convegnisti, ha detto tra l’altro: “Nella ricerca nessuna verità può farci temere perché le scienze, proprio mentre aprono l’uomo a nuova conoscenza, contribuiscono a realizzare l’uomo come uomo”, indicando quale sia la linea di condotta della Chiesa anche su questo tema, e cioè “apertura assoluta alla verità” ».

E riguardo a possibili vite intelligenti nello spazio?

«Si può dire che da questo studio si ricavano importanti indizi favorevoli alla possibilità che vi sia la vita su altri pianeti».
Qualche tempo fa in Australia vennero trovati dei meteoriti con tracce di DNA, l’alfabeto della vita. Quella scoperta, secondo alcuni confermava che probabilmente l’origine della vita veniva dallo spazio. Ho letto che in quell’occasione lei venne mandato in Australia a studiare quella vicenda».
«La scoperta fece molto scalpore. Andai a studiare quella vicenda e tornato qui a Roma ripresi gli studi su tutti i vari meteoriti della nostra collezione. E’ una strada di ricerca estremamente fantastica, ma difficile. Richiede, oltre a conoscere a fondo l’astronomia e l’astrofisica, conoscenze serie della geologia, della mineralogia, della chimica, della metallurgia e perfino della biologia. E richiede, soprattutto, tempo, molto tempo».

L’uomo è figlio di Dio. Quidi gli alieni dovremmo considerali nostri fratelli?

«Siamo tutti creature di Dio. Qualsiasi essere in grado di “consapevolezza” di sé e dell’esistenza degli altri, e che è libero di scegliere di amare gli altri o di rifiutarli, secondo san Tommaso d’Aquino avrebbe i tratti dell’animo umano, cioè fatto “a immagine e somiglianza di Dio”. Quindi, se gli extraterrestri avessero queste caratteristiche di “intelligenza” e di “libero arbitrio”, non solo sarebbero nostri fratelli ma condividerebbero con noi la stessa “immagine e somiglianza”.»

Gli extraterrestri potrebbero entrare nell’opera redentrice di Cristo?

«Per ora non sappiamo niente riguardo la natura e la storia dei possibili abitatori di mondi sconosciuti nello spazio. Una cosa è certa: il centro della fede è che Gesù è il Figlio di Dio, fatto uomo, e che per mezzo di lui e in vista di lui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell’universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e con l’evento di salvezza che si realizza in Cristo».

Queste sono alcune dichiarazioni rilasciate dal gesuita americano Guy Consolmagno, teologo, astrofisico e ricercatore scientifico alla “Specola Vaticana” nel 2011.

A distanza di un anno cosa è cambiato?

L’Osservatore Romano scrive: “E’ evangelico cercare gli Ufo”

In realtà è il giornale dei vescovi a prendere posizione. “Non sarebbe ‘evangelicò non investire coraggiosamente tutti i talenti che ci sono stati affidati, per seppellirli invece nella sabbia in attesa timorosa di un padrone geloso” scrive l’Osservatore Romano nell’edizione cartacea. La considerazione è contenuta in un editoriale dedicato al rove marziano “Curiosity”, il robot della Nasa che sta scandagliando in questi giorni la superficie del piante rosso. Il giornale vaticano risponde alle obiezioni di chi ritiene non coerente con la visione cristiana la ricerca di altre forme di vita nel cosmo.

“Prima di scandalizzarci e di rigettare queste idee per il timore di sconvolgere discorsi teologici consolidati, dovremmo meditare – spiega il professor Piero Benvenuti dell’Università di Padova, che firma l’articolo – come l’azione creatrice divina, essenzialmente atto d’amore, ecceda sempre le nostre limitate capacità razionali”.
L’invito dello scienziato ed editorialsta dell’Osservatore è a rileggere “in termini attuali il De Potentia di Tommaso d’Aquino. Potremmo allora gioire – spiega – nello scoprire l’insospettabile ricchezza dell’atto creativo di cui le nostre povere scienze e tecnologie ci fanno intravvedere pian piano intrecci finora ignoti”.

Secondo il professor Benvenuti, “la vastità e complessità di ciò che negli ultimi decenni, con progressione esponenziale, abbiamo appreso del cosmo (del Creato!) sono tali che la teologia non può più rimanere distratta o agnostica: la cosmologia la chiama ad una sfida che porterà forse a vicoli ciechi, fermate e ripartenze, ma che è divenuta ormai irrinunciabile”.