Mauro Biglino

Mauro Biglino (Torino, 13 settembre 1950) è un saggista italiano.

Già traduttore di ebraico biblico all’interno di un progetto editoriale delle Edizioni San Paolo curato da Piergiorgio Beretta, Biglino ha eseguito la traduzione interlineare di diciassette libri del testo masoretico della Bibbia ovvero i 12 Profeti minori e le 5 Meghilot, traduzioni raccolte nei due volumi I profeti minori e I cinque Meghillôt. Mauro Biglino è noto per lo più come autore di libri sulla Bibbia in cui da un lato contesta l’attendibilità della stessa e dall’altro desume da essa ipotesi inseribili nel filone del neoevemerismo, della paleoastronautica e del creazionismo non religioso. E’ inoltre coautore di fumetti basati sui suoi libri.

Ha interpretato se stesso in Creators: The Past, film non ancora uscito che vede la partecipazione di Gérard Depardieu e Bruce Payne.

Biglino propone una disamina dell’Antico Testamento – nella fattispecie la Biblia Hebraica Stuttgartensia – utilizzando un approccio traduttivo del testo ebraico che egli asserisce essere il più letterale possibile ed esortando, in alcuni casi, a mantenere i termini originari, non traducendoli affatto.

In particolare, pone in risalto quelli che reputa riferimenti alle conoscenze tecnologiche di coloro i quali avrebbero creato l’uomo a propria immagine e somiglianza. Suppone, inoltre, che nei testi biblici sarebbero riscontrabili molteplici rimandi a velivoli alieni – o comunque a dispositivi dotati di tecnologie ignote e incompatibili con le conoscenze dell’epoca – e indizi circa la presenza di esseri viventi giunti da altri pianeti o appartenenti a civiltà avanzate non riconosciute dalla storiografia ufficiale.

Al di là delle teorie ufologiche, le traduzioni da lui esposte – imperniandosi su sottili differenze semantiche e interpretative – differiscono in forma e in contenuto da quelle adottate dalle maggiori confessioni religiose. Nel volume La Bibbia non è un libro sacro, l’autore illustra la propria tesi secondo la quale concetti quali Dio, divinità – spiritualmente inteso – peccato originale, immortalità non sarebbero contemplati nello stesso Antico Testamento; l’argomentazione passa al vaglio le plausibili modifiche apportate ai testi e il ruolo assunto, nel corso dei secoli, da determinate figure chiave.

Mauro Biglino, rifacendosi altresì alle teorie di Zecharia Sitchin, presenta l’ipotesi secondo cui, nel Vecchio Testamento, il termine “Elohim” non indicherebbe una singola entità, ma un gruppo di esseri evoluti; costoro avrebbero accelerato l’evoluzione del genere umano avvalendosi di tecniche avanzate di ingegneria genetica.

Se si accetta questa ipotesi, naturalmente decade il concetto di peccato originale in quanto gli adam, ovvero il gruppo di esseri che l’autore suppone geneticamente modificati dagli elohim, dovevano essere, sempre secondo Biglino, addestrati per servire i loro padroni, dotati di una nuova intelligenza, abili nella gestione degli animali e nell’agricoltura, a differenza dei loro simili confinati al di fuori del giardino dell’Eden – letteralmente tradotto come “giardino recintato e protetto”.

Yahweh, che Biglino afferma essere stato tradotto erroneamente con “Dio”, è ipotizzato essere solo un figlio minore di uno dei capi Elohim; egli non sarebbe altro che un comandante militare a cui era stato affidato soltanto un ramo della famiglia di Abramo (limitatamente alla stirpe Giacobbe/Israele) e che istigava a guerre fratricide per conquistare lembi di terra e piccole aree del territorio palestinese.

Ben diverso, secondo l’autore, era invece il compito degli altri Elohim, più esperti, che si occupavano di popoli come l’Egitto e la Grecia per i quali, ancora oggi, e tramite parallelismi con i poemi epici (Iliade, Odissea, Epopea di Gilgamesh, per la tradizione occidentale), i sostenitori della paleoastronautica affermano di rilevare le cosiddette “tracce degli Dei”.