USA, il documento Top Secret del Pentagono sugli UFO è clamoroso: “grandi minacce aerospaziali, non siamo in grado di difenderci dalle tecnologie scoperte”

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“Quello che un tempo era considerato fantascienza ora e’ un fatto scientifico“: e’ il 2009 e quella scritta nero su bianco e’ la conclusione contenuta in una relazione del Pentagono riservata solo agli ambienti interni. Al quinto piano dell’Anello C, all’interno del palazzo più blindato al mondo, da due anni un team super-selezionato sta lavorando a un programma segretissimo sull’esistenza degli U.F.O. dietro segnalazioni dei piloti dell’aeronautica militare su oggetti volanti non identificati e fenomeni inspiegabili avvistati.
Ne viene fuori che gli “Stati Uniti non sono in grado di difendersi da alcune delle tecnologie scoperte“, si legge nella nota. Sono questi i risultati ottenuti dall’”Advanced Aerospace Threat Identification Program“, il “Programma avanzato per l’identificazione delle minacce aerospaziali” scoperto dal New York Times solo qualche settimana fa.
Per il suo piano segretissimo, il Pentagono ha stanziato 22 milioni di dollari all’anno (circa 19 milioni di euro). Una goccia in un oceano se paragonato ai 600 milioni di dollari totali messi sul tavolo dal Dipartimento della Difesa. E cosi’ avrebbe dovuto essere, al punto che nessuno, al di fuori del Pentagono, e’ mai venuto a conoscenza del programma fino ad ora, quando un portavoce ha confermato la sua esistenza aggiungendo che e’ stato chiuso nel 2012.
Stando, pero’, a quanto riporta il quotidiano di New York, che cita fonti accreditate, le indagini su questi avvistamenti continuano e che ad essere finiti sono solo i finanziamenti. Intanto fonti della Marina Usa hanno assicurato che nel 2004 a 100 miglia dalla costa sono stati registrati “oggetti volanti che apparivano all’improvviso a 80.000 piedi di altezza, si tuffavano in direzione dell’oceano e poi si fermavano d’un tratto all’altezza di 20.000 piedi. Quindi, come erano apparsi, sparivano“.
UFO Non e’ al prima volta che le forze armate americane si interessano agli oggetti volanti non identificati: lo avevano gia’ fatto nel 1952 con il “Project Blue Book“, quando studiarono fino al 1969 oltre 12mila avvistamenti, di cui un centinaio rimasero inspiegabili. Ma quaranta anni dopo, la Difesa americana torna a interessarsi dei possibili nemici dello spazio, e lo fa mettendo sul piatto una buona dose di finanziamenti.
 
Questa volta a volerlo fortemente e’ soprattutto il senatore democratico del Nevada, Harry Reid (nella foto), da sempre interessato ai fenomeni spaziali. Ma a dare l’ok ci sono anche altri due senatori e membri di una sottocommissione che si occupa del budget della Difesa: il Repubblicano dell’Alaska Ted Stevens, morto nel 2010, e il Democratico delle Hawaii Daniel K. Inouye, morto nel 2012.
I tre senatori decidono che il programma deve rimanere essere segreto; tra le ragioni, il fatto di non volere un dibattito in Senato sul suo finanziamento, cosa che non succede per i fondi destinati ad attivita’ coperte da segretezza. A capo del progetto segretissimo c’e’, invece, un ufficiale dell’intelligence militare americana, Luis Elizondo.
Gran parte dei finanziamenti sono destinati alla societa’ del magnate Robert Bigelow, vecchio amico di Reid e attuale collaboratore della Nasa. Lui che solo a maggio scorso ha detto al canale CBS di essere “assolutamente certo dell’esistenza degli alieni” cosi’ come del fatto che gli U.F.O. hanno visitato la Terra. Sotto la guida di Bigelow, la sua compagnia – la Bigelow Aerospace – modifica il quartier generale di Las Vegas per lo stoccaggio di leghe metalliche e di altri metalli raccolti nel corso di fenomeni aereo non identificati.
Il team che lavora al programma raccoglie registrazioni audio e video di prove di ‘incursioni’ di U.F.O. Ma sente addosso lo scetticismo della comunita’”: “I nostri scienziati temono di essere ostracizzati e i nostri media hanno paura di essere stigmatizzati. La Cina e la Russia sono molto piu’ aperte degli Stati Uniti. Cosi’ come i Paesi piu’ piccoli come il Cile, il Belgio, la Francia, l’Inghilterra e alcune nazioni sudamericane. Sono molto produttivi“, sosterra’ in seguito Bigelow. Nel 2009, Reid arriva a una conclusione: i risultati ottenuti sono talmente straordinari da meritare una un piu’ alto livello di sicurezza.
E lo fa in una lettera indirizzata a William Lynn III, voce segretario della Difesa, che pero’ gli nega la richiesta. Tre anni dopo, stando a fonti della Difesa citate dal New York Times, il programma viene chiuso definitivamente. Ma in un’intervista recente Luis Elizondo specifica che solo i finanziamenti sono stati sospesi e che lui ha continuato a indagare sul fenomeno. Fino allo scorso ottobre, quando ha deciso di dimettersi perche’ convinto che la sua attivita’ fosse stata sottoposta a un eccesso di segretezza e che non fosse finanziata adeguatamente.
“Perche’ non impieghiamo piu’ tempo ed energie su queste questioni?“, ha scritto in una lettera indirizzata al Segretario della Difesa James Mattis. Nella sua lettera di dimissioni ha espresso la sua frustrazione sui limiti imposti al programma, il quale “rimane di fondamentale importanza per il bene delle forze armate e dell’intera nazione“.
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